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IL CASO

Aeroporto di Crotone, accolto il ricorso delle aziende che vantano crediti dalla Sant'Anna Spa

Catanzaro, Calabria, Economia
Aeroporto di Crotone

Le otto aziende che ancora vantano dalla Sant'Anna Spa (società fallita nel 2005 che si occupava della gestione dell'aeroporto di Crotone) una serie di crediti del valore di 400 mila euro, ora possono sperare di recuperare il loro denaro. Il motivo? La Corte europea di Strasburgo ha dichiarato ammissibile il ricorso che è stato presentato nei mesi scorsi dalle imprese creditrici per ottenere l'ottemperamento delle obbligazioni.

L'obiettivo, come ha spiegato ieri mattina nella sede di Confindustria l'avvocato Francesco Verri che sta assistendo le ditte davanti ai giudici comunitari, è quello di «far condannare lo Stato al pagamento delle somme che avrebbe dovuto corrispondere la Sant'Anna Spa». E «il vaglia di ammissibilità - ha chiosato il professionista - è anche di merito». In precedenza, i magistrati comunitari hanno già stabilito che spetta al governo nazionale saldare i debiti contratti dagli enti locali, e più in generale dalla Pubblica amministrazione, per l'acquisto di beni e servizi.

Una presa di posizione che si estende anche alle società “in house” o private, alle quali lo Stato ha delegato le sue funzioni sul territorio. «Il controllo pubblico della Sant'Anna Spa era evidente - ha osservato l'avvocato - in quanto il 95 per cento delle sue quote erano in mano a Regione, Provincia e Comuni», mentre «il collegio dei sindaci per due terzi è stato espressione dei ministeri dei Trasporti e delle Finanze».

Da qui la convinzione del professionista di ottenere una pronuncia favorevole dalla Corte di Strasburgo (che sarà chiamata anche a valutare pure il danno morale subito dai creditori) per obbligare lo Stato a sostituirsi all'ex società aeroportuale per far fronte in prima persona ai debiti rimasti inadempiuti.

Non solo. Il caso della Sant'Anna Spa potrà fare da apripista in Calabria. Sul tavolo dei magistrati europei c'è anche un'altra istanza non secondaria: si tratta degli 80 milioni che il Corap (Consorzio regionale per lo sviluppo industriale) che versa in liquidazione coatta amministrativa, non ha pagato a diverse imprese che operano nella regione. «È uno spiraglio importantissimo per le nostre aziende», ha commentato Mario Spanò, presidente di Confindustria Crotone. «Gli imprenditori - ha rimarcato - hanno necessità di liquidità, specie in un periodo come questo in cui il governo ha mostrato di avere scarsa visione».

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