Mercoledì, 21 Aprile 2021
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Area industriale di Vibo, parti sociali al tavolo

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L’assessore alle Attività produttive Domenico Francica prova ad aprire una discussione sulla crisi che investe il territorio
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L'area industriale di Portosalvo a Vibo Valentia

Il tema del rilancio dell’area industriale di Portosalvo, sembra essere una questione di interesse anche per l’assessore comunale con delega alle Attività produttive, Domenico Francica. Del resto lui, da poco più di due mesi «chiamato a ricoprire questo incarico, a cui mi dedico con grande impegno e dedizione», proprio quel lembo di terra una volta ricco di attività produttive, lo conosce bene, essendoci residente nelle sue vicinanze. Dunque, la drammatica situazione economica locale, che affiora dai tanti capannoni dismessi, e la conseguente crisi sociale e d occupazionale che negli anni si è andata definendo sempre più negativamente, non è una novità. Ma anzi, nei suoi pensieri e nelle sue preoccupazioni si impone una imperativo categorico: trovare al più presto una soluzione, una nuova programmazione di interventi, per sostenere le imprese ancora attive, attirarne delle nuove e creare nuova occupazione. «Credo nella Zes, ma purtroppo manca ancora la sua applicazione. Personalmente, ritengo fondamentale per un nuovo modello di sviluppo snellire la burocrazia, dando una via preferenziale alle domande dell’imprenditoria che intendono investire nella zona industriale di Portosalvo. Dare loro anche dei benefici fiscali e garantire servizi efficienti. Ma molto dipenderà anche dall’attenzione e dall’interesse del governo centrale verso questo territorio. Mi riferisco al Recovery found e soprattutto alle risorse da investire. Dal canto mio – conclude l’assessore Francica – sono totalmente disponibile a sedere al tavolo con le parti sociali ed i soggetti interessati per provare ad elaborare progetti concreti per offrire la ripresa dello sviluppo locale». Una proposta che benché debole per mettere mano ad un piano di rilancio complessivo servirà sicuramente ad aprire una discussione sulla perdita di circa 5mila posti di lavoro in pochi anni.

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