Lunedì, 16 Settembre 2019
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SANITA'

Ospedali di Catanzaro, i 5stelle: "Il Governo impugnerà la legge sull'integrazione"

di
ospedali catanzaro, Catanzaro, Calabria, Politica
L'ospedale Mater Domini di Catanzaro

«L’assoluta contrarietà del deputato 5Stelle Giuseppe D’Ippolito alla proposta di legge regionale sull'integrazione degli ospedali di Catanzaro è la rappresentazione più evidente delle contraddizioni del suo movimento adesso al governo», affermano i consiglieri comunali Ezio Praticò (Catanzaro da Vivere), Demetrio Battaglia (Catanzaro con Abramo), Manuela Costanzo (Obiettivo Comune), Roberta Gallo (Forza Italia) e Giuseppe Pisano (Officine del Sud) replicando al parlamentare lametino.

«D’Ippolito sconfessa il commissario Saverio Cotticelli, nominato dallo stesso Governo nazionale di cui fa parte D’Ippolito e che ha giudicato in termini del tutto positivi la bozza di legge varata dalla commissione regionale sanità dalla quale è stato ascoltato. A questo punto viene lecito chiedersi per nome e per conto di chi stia parlando il deputato D’Ippolito. Non pensiamo affatto che gli interessi e le esigenze dell’ospedale di Lamezia Terme siano secondari ma riteniamo che il Consiglio regionale saprà individuare la strada per tutelarne le prerogative. Quanto alla forma giuridica dell’integrazione, ci pare che il placet del commissario Cotticelli valga anche come una sorta di imprimatur governativo. Ciò non toglie che sarà sempre il Consiglio regionale a valutare eventuali emendamenti e modifiche alla proposta approvata in commissione».

«Dispiace constatare che amici politici del sindaco Abramo dimostrino di non conoscere i problemi della riorganizzazione dei servizi sanitari», replicano i parlamentari M5s Bianca Laura Granato e Paolo Parentela. «Il commissario governativo Cotticelli - affermano - non ha inteso condizionare o sponsorizzare il disegno di legge sull’integrazione. Da uomo dello Stato, egli sta tenendosi lontano dalla dialettica politica che, come ha significato il nostro D’Ippolito, interessa i consiglieri regionali e pure i rappresentanti parlamentari di ogni colore. È spiazzante la superficialità con cui si sono espressi i sodali politici di Abramo, che resta muto d’ufficio, imitando il governatore Oliverio. Non ci piace l’integrazione che si sta portando avanti in tutta fretta. Pretendiamo un approfondimento sul quadro normativo, sull’assetto della nuova azienda e sui bilanci di Mater Domini e Pugliese-Ciaccio, che altrimenti dovrà subire le imposizioni di un sistema di potere trasversale, il quale ha sempre permesso al policlinico universitario di dettare la linea, come nel 2008 ha certificato la commissione ministeriale Serra-Riccio e poi la triste fine della Fondazione Campanella. Un confronto serio sull’integrazione non è più rinviabile. In caso contrario, fatta la legge regionale, come conseguenza fisiologica verrà l’impugnativa del governo».

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