Martedì, 19 Novembre 2019
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L'APPUNTAMENTO

Dibattito a Vibo sul futuro delle Province del meridione d'Italia

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Il presidente della Provincia di Vibo Salvatore Solano e Piero Marrese, del direttivo nazionale dell’Upi

Se il futuro delle Province dovesse dipendere dai pochi partecipanti che si sono visti ieri a Vibo Valentia nell'auditorium della Provincia, allora il destino degli enti intermedi non può che essere segnato. Eppure il confronto che s'è sviluppato tra i vertici dell'Upi ed i presidenti delle Province di tutto il Meridione d'Italia è stato piuttosto forte.

Una volta tanto la politica e le strategie elettorali sono state messe da parte e in primo piano sono saltati fuori subito i problemi che affliggono le comunità locali e soprattutto alcuni settori strategici e di primaria importanza come le gravissime carenze viarie e la scarsa sicurezza in cui si trovano gli edici scolastici. E in tal senso tutti gli intervenuti al convegno (Dal Sud per l'Italia, il ruolo delle Province nel contesto nazionale) hanno avuto un comune denominatore: il riscatto dei territori attraverso una nuova impostazione del regionalismo differenziato e l'immediato blocco della legge Delrio, ritenuta fallimentare da tutti i punti di vista, facendo chiaramente intendere che non c'è più spazio per la propaganda politica.

In primo piano l'intervento di Piero Marrese, delegato dal presidente dell'Upi Mmichele Pascale ad intervenire al convegno di Vibo Valentia che ha chiesto un incontro immediato con il minsitro per il Sud con tutti i presidenti delle Province per dare risposte concrete alle problematiche delle comunità locali.

"Ci aspettisamo di rilanciare il ruolo delle Province a livello territoriale, nel Mezzogiorno e più in generale a livello nazionale. L'Upi è impegnata ormai da vari anni – ha detto Marrese – in un tavolo di confronto con il governo, con le associazioni e degli enti locali, come Anci e Regioni, per andare a definire ruolo e funzioni delle Province". Marrese ha poi ribadito che "l'idea di eliminare le Province in fondo non s'è realizzata ma non hanno la forza per dare risposte ai servizi delegati come la gestione delle scuole e la viabilità. Se non ci sono le risorse per rifare le strade significa meno servizi, difficoltà e problemi di sicurezza per gli studenti e cittadini in generale per chi viaggia".

A bocciare la legge Delrio pure il direttore generale dell'Upi, Piero Antonelli: "la legge 56 ha bisogno di un tagliando impegnativo e forte che deve, a nostro avviso, riguardare tre ambiti di intervento: le funzioni delle Province devono essere chiarite, rafforzate soprattutto in rapporto ai Comuni del territorio; c'è una necessità di rivedere anche la governance; rivedere anche il sistema elettorale perché quello attuale non funziona in rapporto con i territori".

Per il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo (presidente regionale dell'Upi) invece "al di là delle riforme, quello che si deve necessariamente fare per le Province e farle ritornare a quello che erano un tempo. Per fare questo le Province debbono recuperare la loro autonomia, e non bisogna chiedere come in passato finanziamenti del governo. Con una buona gestione amministrativa ha spiegato Abramo – si possono recuperare moltissime risorse. Gli enti locali e la Calabria, in genere, possono farcela sicuramente per ottenere uno sviluppo possibile".

Il presidente della Provincia di Vibo, Salvatore Solano, promotore del convegno, ha in sistito molto sul "riequilibrio territoriale, altrimenti ha spiegato – il futuro è più debole per tutti. Dobbiamo partire dal Sud perché è al centro del Mediterraneo e potrebbe essere una potenzialità e non solo per se stesso ma per l'intera Italia".

Il parlamentare del Movimento 5 Stelle ha invece promesso che entro dicembre il governo varerà una norma che salva le Province, a cominciare da Vibo. In questo caso il parlamentare ha evidenziato che sarà metto in atto uno strumento in grado di sbloccare il bilancio della Provincia di Vibo.

All'incontro di Vibo hanno preso parte fra gli altri il presidente delle Province di Cosenza Franco Iacucci e Ugo Pugliese, presidente della Provincia di Crotone, nonché il sindaco di Pizzo Calabro Giancluca Callipo presidente dell'Anci Calabria.

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