Domenica, 27 Settembre 2020
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IL CASO

"Meridionali inferiori", il presidente della Provincia di Crotone querela Vittorio Feltri

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Vittorio Feltri

Il presidente della Provincia di Crotone, Giuseppe Dell’Aquila, ha deciso di presentare una denuncia-querela nei confronti del giornalista e direttore del quotidiano “Libero”, Vittorio Feltri, per le dichiarazioni ingiuriose, razziste e denigratorie dallo stesso pronunciate nei confronti dei meridionali durante la trasmissione andata in onda il 21 aprile su Rete4.

«Il Paese sta affrontando un'emergenza sanitaria che ha portato via all'affetto dei propri cari migliaia di persone, un dramma che ha coinvolto l'intero Paese. Riproporre ed alimentare - ha dichiarato il presidente - tensioni, becere contrapposizioni che hanno solo favorito chi non ha argomenti e chi cerca nella rabbia e nello scontro una qualche forme di legittimazione, nuoce all'intero Paese, offende l'intero Paese, ed esige una forte presa di posizione dell'intero Paese! Il dolore che l'Italia ha provato e prova ancora per i tanti morti da Covid-19, l'impegno e l'abnegazione di migliaia di persone che con responsabilità e professionalità hanno lavorato e lavorano incessantemente, da nord a sud, e voglio ricordare tutti gli infermieri e medici che dal Sud hanno risposto al grido di aiuto lanciato dalle regioni del nord in affanno ed in difficoltà, non possono essere svilite dalle farneticazioni di un uomo che evidentemente preferisce coltivare rabbia e risentimento per avere ancora visibilità nazionale».

«La decisione - conclude Dell'Aquila- di denunciare il direttore Feltri è la risposta che l'istituzione, che rappresentano il territorio crotonese, una porzione di Calabria, una porzione di meridione, una parte importante e costituente il Paese Italia, vuole dare a chiunque sceglie ancora la strada dell'odio, a chi ancora oggi nonostante il dolore che ci ha avvolto, preferisce la solitudine dell'offesa. Noi siamo parte di un Paese fatto di uomini e donne, portatori di valori, tradizioni e aspirazioni comuni, portatori di una comune speranza: rialzarci insieme, perché quello che continua ad unirci è più forte e radicato del pensiero di un piccolo uomo consumato dalla rabbia».

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