Domenica, 26 Settembre 2021
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’Ndrangheta, ombre pesano sul voto delle amministrative nel Vibonese

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Per le commissioni straordinarie che negli ultimi due anni hanno amministrato i Comuni sciolti per mafia è l’ora di fare il bilancio del proprio operato. Non sarà un lavoro difficile. Ci sarà, soprattutto, da valutare il percorso fatto e i risultati ottenuti. Decine di pagine che non sempre fotografano al meglio la realtà. Le esperienze degli ultimi anni lasciano la porta aperta a serie perplessità. Forse, non a caso nelle segreterie del Senato e della Camera dei deputati giacciono, ancora inesplorate, almeno una decina di proposte di legge mirate a modificare strutturalmente l’istituto del commissariamento. Comunque sia, nella imminente tornata elettorale per le elezioni amministrative, fissata al 20 e 21 settembre 2020, saranno settantuno gli enti calabresi interessati al rinnovo del Consiglio. Nell’elenco figurano anche i comuni sciolti per mafia nei quali il mandato della commissione straordinaria sia scaduto nel primo semestre 2020.

Nel Vibonese, gli enti interessati sono quelli di Limbadi (commissariato il 26.4.2018), Briatico (8.5.2018) e San Gregorio D’Ippona (8.5.2018). Tra gli altri, torneranno al voto anche i comuni di Serra San Bruno, Spilinga e Ricadi. Nel primo caso il civico consesso è stato sciolto per le dimissioni dell’ex sindaco Luigi Tassone dopo la sua elezione in consiglio regionale; nel secondo per le dimissioni del sindaco Armando Fiamingo, costretto ad abbandonare per il venir meno dei numeri necessari per continuare ad amministrare; stessa situazione, grosso modo, anche a Ricadi dove il sindaco Giulia Russo è stato costretto a lasciare per le contemporanee dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali.

Riflettori accesi, comunque, soprattutto sui territori permeabili alle infiltrazioni mafiose dove le manovre pre-elettorali per individuare liste procedono a rilento e senza entusiasmo. Il clima non sembra essere quello delle passate votazioni. La volontà di scendere in campo non scalda più di tanto gli animi e ognuno fa i conti con i rischi cui potrebbe andare incontro una volta maturata la scelta di vivere l’esperienza amministrativa. Qualcuno, però, la “croce” la deve pur portare e, allora, i “Cirenei” di turno sono già in azione. Magari sempre gli stessi, ma agire diversamente non sarà possibile sino a quando i volti nuovi preferiscono non entrare in contatto con la politica.

A Limbadi, tutto sommato, la commissione (Antonio Reppucci, Emma Caprino, Francesco Battaglia) pare si sia impegnata in misura adeguata per mandare a pieno regime l’organizzazione della macchina amministrativa. A suo merito l’aver affrontato e portato avanti, anche se le incertezze non sono mancate, l’assegnazione dei beni confiscati alla mafia e oggi trasformati in “Università della ricerca, della memoria e dell’impegno”, un centro di formazione per i giovani gestito dall’associazione San Benedetto Abate di Cetraro, presieduta da don Ennio Stamile. In paese forze politiche e associazioni stanno lavorando per mettere in piedi le liste. C’è una certa vivacità tra gli addetti ai lavori e già circola qualche nome di aspirante alla poltrona di sindaco. Troppo presto, però, per fare nomi.

Situazione un pò più complicata a Briatico. La terna commissariale (Leonardo La Vigna, Francesco Mauceri, Teresa Pace) è arrivata quasi a termine del suo mandato senza, almeno apparentemente, incidere nella gestione amministrativa. I commenti della gente non sono entusiastici. Il paese appare in stato d’abbandono con strade prive di manutenzione, rifiuti sparsi dappertutto, spiagge libere sporche. Dubbi anche sulla dichiarazione del dissesto e forti lamentele sul mancato rafforzamento della pianta organica del personale della quale oggi farebbero parte solo due vigili, il custode del cimitero e l’addetto al protocollo. Non si muove nulla per quanto riguarda la formazione delle liste. Trapela poco o nulla su San Gregorio D’Ippona dove la triade commissariale (Salvatore Tedesco, Silvio Campolo e Antonio Corvo) pare, comunque, non aver trovato eccessive difficoltà nel portare avanti il suo lavoro.

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