Giovedì, 16 Settembre 2021
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IL DIBATTITO

Lamezia, la posizione di Pegna sull'eventuale ballottaggio: "Lotta tra me e Mascaro"

Il candidato del centrodestra interviene sul tema della ripetizione del ballottaggio che si prefigura dopo l’annullamento della proclamazione del dicembre 2019 del Consiglio comunale e la disposizione del Tar di nuova consultazione elettorale in 4 sezioni

Ruggero Pegna, candidato a sindaco di Lamezia Terme per Forza Italia, FdI e Udc, giunto al ballottaggio con Paolo Mascaro, interviene sul tema della ripetizione del ballottaggio che si prefigura dopo l’annullamento della proclamazione del dicembre 2019 del Consiglio comunale e la disposizione del Tar di nuova consultazione elettorale in 4 sezioni, a seguito di contestazioni dei candidati Zizza e Cristiano.

Pegna chiarisce: "In caso di ballottaggio, dovrà tenersi tra Mascaro ed il sottoscritto"

“Sono settimane che giornalisti e tanti analisti/opinionisti politici si sbizzarriscono in ipotesi e considerazioni di ogni tipo, nonostante il quadro a me sembri piuttosto chiaro. Infatti, annullata la proclamazione del Consiglio comunale, innanzitutto viene a cadere qualsiasi presunta causa di incompatibilità legata a tale proclamazione, a prescindere dal merito. Per chiarezza, nel mio caso, questa incompatibilità in realtà non c’è mai stata, come ratificato dal Segretario comunale e dal voto unanime del Consiglio a riguardo. Il presunto debito di tremila euro, dovuto ad errore nel metodo di verifica attraverso visura catastale che attribuiva a mio padre immobili venduti nella sua qualità di costruttore,  in  ogni caso è stato pagato e, per la sua insussistenza, ho avviato azione legale di recupero. Per cui, numeri alla mano, in caso di ballottaggio non vi è alcun dubbio che lo stesso dovrà tenersi tra Paolo Mascaro e il sottoscritto".

"Un mio acceso sostenitore si è trasformato in sfrontato nemico"

"Tornando a condannare aspramente ogni alterazione anche minima del voto popolare e, comunque, ritenendo un danno alla Città questa nuova sospensione della regolare amministrazione, in corso con la massima collaborazione di ognuno, insieme ai partiti che mi hanno candidato si stabilirà ogni passo da intraprendere. Evito altre considerazioni sulla mia richiesta di incompatibilità su cui mi sono dilungato a suo tempo, tranne il sottolineare che tale azione è stata protervamente e inimmaginabilmente avviata da un mio acceso sostenitore, peraltro dello stesso partito, trasformatosi in sfrontato nemico dall’elevata cifra etico-politica per un posticino in consiglio comunale, potendo subentrare solo con la mia fuoruscita".

"La mia è una visione da costruttore"

Altra considerazione voglio esprimerla sul concetto di "opposizione" inteso da molti. Secondo un giornalista, testualmente, avrei "da tempo sotterrato l’ascia di guerra politica contro Mascaro". Premesso che questa visione di partecipazione all’amministrazione della propria città da "de bello gallico" o taglialegna ostrogota non è mai stata la mia, voglio anche qui stigmatizzare una concezione di politica locale sciocca, inutile e dannosa, da puro perditempo quale non mi ritengo. A mio parere, chiusa una campagna elettorale in cui ognuno usa argomenti e strategie per acquisire voti, chi vince deve assumersi le sue responsabilità e chi perde deve collaborare all’ottenimento dei migliori risultati possibili per il bene della città. A tal scopo, ho partecipato attivamente a tutte le commissioni e, dopo qualche mese di rodaggio, comprese alcune dinamiche, ho presentato varie mozioni ancora da discutere, in linea con idee e progetti che avrei portato avanti da sindaco, in merito ad arredo e decoro urbano, problema rom e ambiente, viabilità, opere per stazioni e lungomare, bellezza e qualità della vita, ecc. Ribadisco che la mia visione, usando un termine di questi ultimi giorni, è di "costruttore", non di demolitore, oppositore, ostruzionista per partito preso.

"C'ero e confermo di esserci"

Per dna, ogni mio impegno si è sempre caratterizzato dallo sforzo di produrre risultati, lavorare su progetti,  essere propositivo, godere del bello. Sarà per vocazione ereditaria, ma il mio verbo è costruire, a maggior ragione per il bene comune. L’esperienza di consigliere comunale è sicuramente positiva e si può dare un senso a tale faticoso impegno solo contribuendo a migliorare la propria città, in modo onesto, disinteressato, possibilmente anche creativo. Il resto lo lascio alla cialtroneria di chi ha fatto politica per decenni con saccenteria, senza che la città si sia accorta della loro presenza, anzi danneggiandone finanche l’immagine  e lo sviluppo. Per me, la politica è progetti concreti e contributo a realizzarli, come è stato nel mio lavoro e per ogni mio interesse, dallo spettacolo alla politica nazionale di settore per migliorarlo, fino alla scrittura e all’impegno socio-umanitario in varie direzioni. Augurandomi che questa amministrazione possa tornare presto a lavoro, per Lamezia, che è anche la mia casa, c’ero e confermo di esserci.”.

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