Venerdì, 03 Febbraio 2023
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ELEZIONI

Catanzaro, la battaglia sulle candidature per le Regionali

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Ultimi giorni di lavoro sulle liste. FI e Udc ragionano sulla presenza di persone indagate
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Claudio Parente

Le porte vanno ormai chiudendosi e a pochissimi giorni dall’ufficializzazione delle liste i confronti tra partiti e movimenti vanno facendosi sempre più serrati. È persino possibile scorgere alcuni candidati (o aspiranti tali) impegnati in fitte conversazioni seduti al tavolo di un bar o ristorante, alla ricerca finale di un accordo o semplicemente per dare già il via alla raccolta delle preferenze. In diversi casi i giochi sono ormai fatti ma, si sa, gli appuntamenti elettorali sono anche caratterizzati da cambiamenti dell’ultimo istante. Ragion per cui non sono da escludere eventuali sorprese rispetto a quelle che sono al momento le certezze sulla formazione delle liste. Tiene ancora banco il ritiro della candidatura per l’Udc da parte di Sergio Costanzo, capogruppo di Fare per Catanzaro al Comune. La motivazione fornita dall’esponente di opposizione è legata all’ingresso nella lista di Baldo Esposito (ancora in verità da ufficializzare); una presenza evidentemente valutata come “ingombrante” da parte di Costanzo, alla luce delle circa 10mila preferenze che il consigliere regionale uscente ha raccolto alle elezioni del gennaio 2020. L’esponente di Fare per Catanzaro si sarebbe trovato con lui al fianco e la crotonese Flora Sculco dall’altro, rischiando così di dover lottare ben al di là di quanto si sarebbe aspettato fino a qualche settimana fa. Ma resta sempre aperta la questione legata alle indicazioni fornite dal candidato governatore del centrodestra Roberto Occhiuto, che stando a diverse fonti non vorrebbe avere nelle liste candidati che siano anche soltanto indagati. Un paletto che, se fosse confermato, metterebbe fuori dai giochi proprio Costanzo (indagato in Gettonopoli). Ma non solo. Anche se al momento questa ipotesi non ha crisma ufficiale, come riferito ancora ieri su queste colonne, a finire sotto le sue forche caudine potrebbe essere stata anche la candidatura di Claudio Parente, come si ricorderà indagato nell’inchiesta “Corvo”. Nel tardo pomeriggio di ieri è infatti emerso che non sarà in lista (FI è al lavoro per individuare il sostituto) accanto all’altro candidato del capoluogo, Antonello Talerico, presidente dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro. Certo è che a breve ogni riserva sarà sciolta e si potrà sapere con certezza se questa “lista nera” di Occhiuto esista o meno e se vi siano presenti altri nomi.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Catanzaro

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