Giovedì, 30 Giugno 2022
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Catanzaro, il Pd ritrova l'unità e attacca la destra e Donato: "No a trasformismi"

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Il Partito democratico celebra l’unità ritrovata a Catanzaro. Con una conferenza stampa, i dem hanno infatti voluto ringraziare pubblicamente Aldo Casalinuovo per aver deciso di ritirare la propria candidatura civica a sindaco della città capoluogo di regione per aderire al progetto “campo largo” messo in piedi dalla coalizione di centrosinistra e guidato da Nicola Fiorita.

Per sottolineare l’importanza del passaggio politico, oltre ai vertici cittadini e provinciali del partito, la conferenza stampa ha visto la partecipazione di Nicola irto, segretario regionale, e Francesco Boccia, responsabile nazionale Enti Locali del Pd.

«Unire le forze con Nicola Fiorita credo sia stata la scelta più giusta. Il campo largo siamo riusciti a costruirlo - ha detto Casalinuovo - e non ci si deve meravigliare se si discute all’interno dei partiti o delle coalizioni e alla fine si arrivi a una sintesi unitaria. Considero che il percorso fatto finora ha arricchito la nostra proposta e c’è rinnovato entusiasmo attorno ad una proposta unitaria del centrosinistra. A Catanzaro abbiamo bisogno di cambiare e per come la vedo io è importante dare agli elettori la nostra carta d’identità politica perché credo sia il primo atto di onestà. Accanto a questo proporremo alla città un programma elettorale importante. Gli altri stanno facendo un altro percorso: non sono d’accordo con questa sorta di consociativismo, di trasversalismo perché mi pare che sia una proposta difficile da comprendere. Se rinnovare significa sostituire il vecchio con il nuovo, non ci si può poi unire al vecchio per dire che si vuole rinnovare: io la vedo così».

Alle parole di Casalinuovo ha fatto eco Irto: «Quella di oggi per me è una bella giornata. Ho trovato in Fiorita e Casalinuovo due persone straordinarie. In quest’ultimo abbiamo poi trovato una persona a cui chiederemo una mano nell’importante opera di ricostruzione del partito a Catanzaro. La tua presenza qui - ha detto rivolgendosi direttamente all’ex candidato sindaco - è un controcanto di verità rispetto a ricostruzioni che sono senza fondamento. La nostra è una coalizione riformista e il Pd ne è l’asse portante. Registro quindi che mentre gli altri ci dicono cosa fare, noi oggi dimostriamo con infatti che l’unità si può raggiungere, dimostriamo che la nostra proposta è chiara e coerente. Noi non siamo con tutti».

E quello di “non essere con tutti” è un concetto che ha ripreso nel suo intervento anche Fiorita: «Il sostegno di Aldo Casalinuovo sono per me un motivo di onore e orgoglio. Con Aldo ci siamo confrontati spesso in questi mesi, abbiamo fatto un percorso serio e trasparente. La sua presenza ci dà molta forza in questa campagna elettorale perché da lui verrà un grande arricchimento alla proposta. Quello che non serve a Catanzaro è l’Abramo mascherato: la cifra vera di questa campagna elettorale sarà la discontinuità. Noi vogliamo rappresentare coloro che aprono una nuova stagione e questa non si può aprire con il vecchio. Quindi la partita è tra noi, che rappresentiamo una prospettiva vera e seria di cambiamento, e chi forse s’illude che l’unico problema di questa città sia stato il sindaco Abramo e non tutto quello che lo ha circondato e condizionato. Abramo cinque anni fa fece la campagna elettorale dicendo che avrebbe avuto mani libere e non le ha avute: è impensabile che oggi qualcun altro possa avere le mani libere se imbarca tutto quello che ha circondato Abramo in questi anni. Non si tratta allora di proporre alla città soltanto un campo largo, ma un campo credibile e aperto: non smetteremo mai, infatti, di rivolgerci alle persone che in buona fede oggi stanno guardando ad altri campi. Sono sicuro che la credibilità del nostro schieramento le indurrà a tornare indietro e noi le accoglieremo a braccia aperte perché a noi interessa solo cambiare questa città. Con Aldo, con tanti, ma mai con tutti, mai con chi l’ha distrutta».

Ben presto quindi la discussione si è concentrata sul contesto elettorale che si staglia all’orizzonte di Catanzaro. Con un’area di centrosinistra che si ricompatta ma dalla quale è fuoriuscito Valerio Donato, che oggi sta catalizzando l’interesse del centrodestra. A entrare in argomento è stato Francesco Boccia: «A nome del Pd voglio dire grazie ad Aldo Casalinuovo perché ha dimostrato in questo passaggio di avere a cuore non solo la sua comunità ma anche l’idea di politica a cui faticosamente con Enrico Letta stiamo lavorando nel resto de Paese. Saremo corretti ma inflessibili sui valori con i nostri avversari. Da Donato non ci sentiamo traditi noi, ma è tradita la città. Chi ha militato a sinistra non può rappresentare Fratelli d’Italia e Lega. Fare da sponda a chi pensa di nascondere il disastro di Abramo attraverso un volto nuovo è uno dei peggiori tradimenti che si possano fare a una comunità. C’è una grossa parte del ceto politico cittadino responsabile dello sfascio di Catanzaro che si sta nascondendo dietro Donato: questo è un dato oggettivo e porta Catanzaro nel medioevo del trasformismo. Ma io so che la città detesta i trasformisti e i poteri forti che si nascondono dietro chi è disposto a calpestare i principi con i quali è nato e cresciuto. L’operazione di consentire a tutti coloro che hanno sfasciato Catanzaro attraverso le azioni di Abramo di mettersi un passamontagna per non essere riconoscibili e provare a rientrare nel palazzo di Città non gliela consentiremo».

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