Giovedì, 30 Giugno 2022
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Vibo capitale del libro e biblioteca chiusa. L’esecutivo “scivola” sulla... cultura

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Lo scontro a palazzo “Luigi Razza” dopo la denuncia dell’ex direttrice della struttura chiusa da un anno
Catanzaro, Politica
La biblioteca comunale di Vibo

Una biblioteca, tante polemiche e, soprattutto, un caso politico. Dietro la cultura, come sempre, si celano fatti e... misfatti. Una Tela di Penelope che si tesse di giorno e si sfila di notte e che rischia di far saltare definitivamente gli equilibri della Giunta. Almeno così, nella Capitale del Libro, dove tra le pagine da sfogliare c'è quella che narra la storia della biblioteca comunale.
Chiusa un anno fa, ad un mese dalla proclamazione, infatti, la struttura di via Palach doveva fare i conti con un passato di abbandono. Lustri e lustri dove a mancare era stato il personale, la manutenzione, la volontà. Una lunga storia, insomma, i cui fili erano stati riavvolti dall'ex direttrice della storica struttura, Menella Potenza. Aveva raccontato dei suoi fasti, dei tanti progetti, di quell'enorme patrimonio custodito. Ma aveva raccontato anche degli ostacoli, della volontà di “sostituirla”, di quella burocrazia che non aiuta, anzi distrugge. Perché tutto scorre a Vibo, e travolge.
Parole forti, piene di passione, di amore per la biblioteca quelle di Menella Potenza. Che hanno fatto rumore. E a voler riflettere su quanto affermato dall'ex direttrice è stato, infatti, l'assessore alla Cultura, Daniela Rotino. «La biblioteca – spiega – ha incontrato un mare di difficoltà in questi anni di amministrazione Limardo, si sono subito presentati seri problemi strutturali, determinati dalla mancanza di manutenzione per troppi anni, che ci hanno costretto a chiudere la sala lettura». Quindi, il «flagello pandemico» che «non ha consentito più l'accesso al pubblico» ma tuttavia, ricorda «abbiamo lavorato online e abbiamo potuto garantire il prestito librario effettuato grazie alla collaborazione della Prociv Augustus». Dopo il Covid, prosegue, «le piogge torrenziali avevano fatto il resto peggiorando le già carenti condizioni strutturali e ragioni di sicurezza ci hanno imposto la chiusura». Che fare? Poco, secondo l'assessore, considerato che «difficoltà oggettive di bilancio ci hanno impedito di trovare immediate e pronte risorse per la ristrutturazione, reperendo fondi solo nel 2022 cui sono seguite le procedure di gara e l’avvio dei lavori peraltro rallentati dalla nota carenza di materiali edilizi».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Catanzaro

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