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Catanzaro, il welfare in città resta “cenerentola”

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La Giunta comunale ha approvato lo schema di rendiconto della gestione dell’esercizio 2021. La relazione sulla spesa per il sociale: i livelli dei servizi sono inferiori agli standard nazionali

Le politiche sociali si confermano cenerentola nelle spese dell’amministrazione comunale. Nei giorni scorsi infatti la Giunta comunale ha approvato lo schema di rendiconto della gestione dell’esercizio 2021. Il documento fornisce un quadro dettagliato dei dati contabili di Palazzo De Nobili. Dopo il passaggio in Giunta dovrà acquisire il parere dell’organo di revisione e poi sarà sottoposto al vaglio del Consiglio comunale.
Leggendo il riepilogo complessivo degli impegni di spesa si scopre che le due voci del bilancio dedicate alle politiche sociali sono quelle che hanno una percentuale più bassa di somme già impegnate. Più in particolare per Diritti sociali, politiche sociali e famiglia ha stanziato 28.287.854,24 di euro, di queste però ne sono state impegnate il 54,56% (gli altri capitoli di spesa sono tra il 70 e il 90%) e ne sono stati spesi appena il 10,34%. Per le Politiche giovanili invece i fondi stanziati sono stati 908.013,46 euro, di questi ne sono stati impegnati il 42% e spesi il 34%.
Nel rendiconto poi c’è un’appendice tutta dedicata alle spese per il sociale. «Nel 2021 - si legge - il livello di servizio effettivo dell'ente locale è risultato inferiore al livello di servizio di riferimento». Una relazione fotografa la realtà delle politiche sociali nel capoluogo. «Storicamente - è scritto nel documento - il livello della spesa per la funzione sociale è stato sempre inferiore al fabbisogno standard e il livello dei servizi erogati alla cittadinanza inferiore a quello di riferimento a causa di una strutturale carenza di risorse finanziare ed umane destinate al sociale. Le scelte dell’amministrazione comunale sono, infatti, sempre state orientate ad una finalizzazione diversa delle scarse risorse disponibili sul bilancio». Pur in presenza di associazioni e cooperative specializzate in varie aree del disagio sociale che operano sul territorio «anche a titolo gratuito», resta «l’ampia difficoltà di mettere a regime la gestione ed erogazione dei servizi di assistenza». La carenza di personale è tra le prime cause, secondo quanto si legge nella relazione. Ad oggi, sono i dati forniti dal documento, nel Comune di Catanzaro, rispetto ad una dotazione organica di 10 assistenti sociali e 2 psicologi, sono attualmente in servizio 7 assistenti sociali (di cui una in maternità e una in congedo parentale al 30%) e una psicologa «per un territorio di circa 88.000 abitanti, le quali devono spesso interfacciarsi con gli altri comuni dell’ambito, che consta complessivamente di circa 157.000 abitanti».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Catanzaro

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