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L'AFFONDO

Lamezia, sinistra compatta contro Mascaro. "La Giunta? Un vero fallimento"

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Il consigliere comunale Piccioni critica l’azione dell’amministrazione. L’esponente dell’opposizione elenca le varie problematiche: "La gente è fortemente delusa per quanto realizzato finora"
Catanzaro, Politica
Rosario Piccioni

«L’amministrazione del sindaco Mascaro rischia di passare alla storia come la peggiore degli ultimi trent’anni». È l’incipit della riflessione sulla situazione politico-amministrativa di Lamezia che Giandomenico Crapis ha diffuso sui media nei giorni scorsi. Politico navigato, Crapis rappresenta da sempre la sinistra storica attiva sul territorio locale. A concordare con l’analisi fatta dal professionista lametino anche l’avvocato Rosario Piccioni, leader del movimento “Lamezia Bene Comune” ed attualmente esponente della minoranza in consiglio comunale. «Quanto affermato da Crapis - sostiene Piccioni - è condiviso da moltissimi lametini, anche da quelli che hanno votato Paolo Mascaro, eleggendolo per ben due volte alla carica di sindaco». Secondo l’esponente d’opposizione «la gente è fortemente delusa dall’operato del primo cittadino e di tutta l’amministrazione».

Le due consiliature Mascaro che si sono susseguite in questi ultimi sette anni, intervallate da due scioglimenti (il primo per mafia e il secondo per presunti brogli elettorali) hanno finora concretizzato circa cinque anni di governo. «Anni - incalza Piccioni - in cui di fatti ne abbiamo visti ben pochi». Dopo lo scioglimento per presunti brogli elettorali, l’attuale governo comunale si è reinsediato negli uffici di via Perugini nel dicembre dell’anno scorso. «Dopo quasi un anno- sentenzia il leader di Lamezia Bene Comune - Lamezia presenta una situazione drammatica. Le strade sia delle periferie che del centro non hanno manutenzione e perfino corso Numistrano (il salotto buono) è invaso dalla spazzatura. L’assenza dell’amministrazione e della sua incisiva azione è evidente». Piccioni poi si concentra sull’ambito culturale e su quei beni che costituiscono un patrimonio per la comunità come il Bastione di Malta o gli scavi di Terina «ancora non fruibili al pubblico».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Catanzaro 

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