Venerdì, 19 Luglio 2019
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MEDICINA

A Catanzaro le "star" della cardiochirurgia mondiale

di
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Yutaka Okita e Pasquale Mastroroberto

Spera di poter tornare perché apprezza «l’accoglienza calorosa e speciale del Sud Italia, che qui a Catanzaro si avverte così come la si percepisce nel Sud del Giappone». A rimarcare l’analogia riguardo ai pregi dei Sud del mondo è Yutaka Okita dell’Università di Kobe, star internazionale della cardiochirurgia che nei giorni scorsi ha partecipato al congresso organizzato dal professor Pasquale Mastroroberto sul presente e il futuro della disciplina cardiochirurgica a Catanzaro.

Una presenza che ha aperto all’ateneo Magna Graecia una finestra sui massimi centri di ricerca e sperimentazione dove operano i luminari  mondiali della cardiochirurgia dell'aorta, consentendo ai tanti giovani presenti all’evento di confrontarsi con le  tecniche più avanzate che si utilizzano in pazienti con patologie aortiche ad elevata complessità.

«Questa struttura ha un'eccezionale reputazione, sia a livello nazionale che internazionale, del tutto meritata», ha affermato da parte sua, dopo aver visitato i laboratori dell'edificio delle Bioscienze, Joseph Coselli del Texas Heart Institute-Baylor College of Medicine di Houston, da tutti definito uno dei padri della chirurgia aortica, illustre seguace di Michael De Bakey, Denton Cooley e Stanley Carwford.

E ancora: «Ho trovato una grande squadra di professionistii in Calabria, con la quale mi auguro di collaborare»,  ha commentato Thierry Carrel dell’Ospedale Universitario di Berna.

Impianto di valvole senza suture, nuovi concetti di chirurgia cardiaca mini-invasiva o trans-catetere, chirurgia complessa dell’arco aortico e dell’aorta toraco-addominale, oltre ad essere tecniche utilizzate nel Policlinico Universitario, sono solo alcuni degli argomenti che sono stati trattati.

Per Marc Schepens da Bruges (Belgio), esperto chirurgo dell’aorta toraco-addominale e consulente della Cardiochirurgia universitaria di Catanzaro, «la chirurgia classica non scomparirà perché esistono dei casi clinici complessi trattabili solamente in questo modo. Mastroroberto ha fatto un grandissimo lavoro ed  io sono onorato di collaborare con questa eccellente realtà».

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