Questo sito contribuisce all’audience di Quotidiano Nazionale

Catanzaro, lo spettacolo del “Ceravolo”. Biasci: «Non vedevamo l’ora di tornare nel nostro stadio e fra la nostra gente»

Gli oltre dodicimila presenti hanno dato una carica decisiva nel successo sullo Spezia

Due spettacoli bellissimi. La squadra il primo, naturalmente. Lo stadio il secondo. Ci sarebbe stato un 3-0 allo Spezia senza i 12.196 paganti del “Ceravolo”? Impossibile la controprova, ma è pure complicato slegare l’imponente partita dei giallorossi con la prova di orgoglio, attaccamento ed entusiasmo dei tifosi. Che sono stati l’uomo in più l’anno scorso e possono esserlo in questo torneo. Una cosa sola, il Catanzaro e i catanzaresi: nella terza giornata solo Bari e Genova sponda blucerchiata, con ben altri bacini d’utenza, hanno portato più sostenitori sugli spalti. Le altre, tutte dietro. «È stata una bellissima emozione – ha spiegato Biasci dopo la gara –, non vedevamo l’ora di tornare nel nostro stadio e fra la nostra gente. Fin dal riscaldamento ci ha dato una carica agonistica clamorosa, avevamo voglia di fare bella figura, di far vedere cosa avevamo conquistato sul campo l’anno scorso e che possiamo giocarcela anche quest’anno con tutte, comprese le grandi squadre come lo Spezia».

Lo stadio ha trascinato la squadra e la squadra ha trascinato i tifosi. E dal gol con cui Biasci ha spaccato l’incontro è stato un crescendo: «La nuova esultanza con Vandeputte? Ci eravamo mandati un video un paio d’ore prima della partita con la Ternana e abbiamo segnato tutti e due, quindi con lo Spezia l’ho replicata». I primi centri in B di Biasci sono il segno che l’attaccante – alla prima, vera prova con la cadetteria – può continuare a essere un fattore decisivo: «Sul piano personale è un bel momento, ma noi siamo concentrati sulla squadra, quindi è stato importante aver contribuito a due vittorie. Spero di continuare così cercando di ripetere quello che ho fatto un anno fa a livello personale, ma soprattutto ci interessa esprimere prestazioni del genere a livello di gruppo. Sette punti in tre gare fra cui due contro avversarie scese dalla A? Ci credevo perché sono consapevole della nostra forza, possiamo vivere un’altra grande stagione».

Dal “solito sospetto” al marcatore che non t’aspetti Marco Pompetti, che ha chiuso l’incontro scagliando uno “scaldabagno” nella porta dei liguri: «Gol che dedico ai miei genitori, che mi stanno sempre vicino anche nei momenti difficili, e ce ne sono stati tanti. Ma le emozioni non sono state solo quelle della rete, partono da quando siamo arrivati allo stadio: mi avevano detto del calore di questi tifosi, però non me li aspettavo così. Ci hanno dato grande forza per una vittoria meritata, forse nel primo tempo siamo stati anche più bravi che nel secondo, tenendo botta allo Spezia, poi nel finale avremmo potuto dilagare».

Piano piano Pompetti si sta ritagliando spazi importanti a centrocampo, il reparto più complicato in cui inserirsi per un nuovo arrivato: «Lavoro duro facendo quello che mi chiede il mister e sono contento di come stiano andando le cose. Il Catanzaro lo seguivo già dall’anno scorso, vedevo che c’era un’idea di fondo e queste cose mi piacciono. Io cerco di dare il mio contributo, bisogna essere bravi a sfruttarle, visto che chi subentra, com’è successo con la Ternana, è fondamentale».

Tag:

Caricamento commenti

Commenta la notizia