Giovedì, 19 Settembre 2019
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Facile accesso e rischio attentati: problema sicurezza per il nuovo tribunale di Catanzaro

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Giustizia e sicurezza, un binomio per niente “blindato”. Il day-after dell’inaugurazione dell’anno giudiziario stavolta come non mai diventa terreno di dibattito su molteplici fronti. Polemici ma anche logistici.

L’accenno ai ritardi nell’utilizzo della seconda ala di Palazzo Ferlaino (il cosiddetto “Tribunale di via Argento”) ancora chiusa e “intonsa”, ha evocato, tra i vari stakeholders del pianeta giustizia, problematiche che vanno ben oltre la perdurante mancanza di arredi che non ne consente l’apertura.

La questione cruciale, stando alle voci raccolte, riguarda la sicurezza. Dalle ispezioni fatte nei mesi scorsi sarebbe emersa una particolare esposizione dell’edificio, per come esso è collocato, a incursioni e intrusioni provenienti dai diversi varchi naturalmente forniti dall’area circostante.

Al punto che qualcuno è pronto a giurare che il procuratore generale Otello Lupacchini, responsabile della sicurezza del Tribunale, non autorizzerà mai l’apertura del nuovo edificio se non verranno adottate misure ed effettuati interventi tali da garantire l’incolumità dei magistrati e di tutti gli altri soggetti che lo frequenteranno.

L'articolo completo nell'edizione odierna di Catanzaro della Gazzetta del Sud.

© Riproduzione riservata

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