Martedì, 20 Agosto 2019
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Truffe, sprechi e soldi Ue sprecati: la pubblica amministrazione calabrese vista dalla Corte dei Conti

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Truffe, sprechi, finanziamenti comunitari distratti o indebitamente percepiti, frodi di ogni tipo con conseguente grave danno all’immagine delle pubbliche amministrazioni calabresi emergono dalla relazione che il procuratore regionale della Corte dei conti Rossella Scerbo ha illustrato all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2019 della magistratura contabile.

Nel corso dell’anno appena trascorso sono state depositate nove citazioni in cui è stato contestato il danno relativo alla illecita gestione dei fondi da parte dei componenti dei gruppi consiliari nel periodo 2010-2012 per circa 2 milioni di euro, imputati a ciascun consigliere a volte a titolo di dolo e altre a titolo di colpa grave. Esse si aggiungono a citazioni depositate nel 2017 aventi ad oggetto l’identico illecito sulle quali la sezione giurisdizionale della Corte ha già pronunciato sentenza di condanna.

Nel settore nevralgico delle opere incompiute è stata segnalata un’arteria provinciale, la cosiddetta Strada del mare, oggetto di una citazione per un danno di 10 milioni e mezzo di euro oltre che per una sovra contabilizzazione dei lavori realizzati, con conseguenti pagamenti all’impresa esecutrice per importi maggiori, per un danno di 4,8 milioni di euro. Si tratta di un’indagine complessa condotta dalla guardia di finanza di Vibo Valentia.

Ingente anche il danno erariale contestato nell’ambito della gestione da parte di un commissario straordinario dei fondi ministeriali per la mitigazione del rischio Idrogeologico. Significativa la citazione relativa al danno per mancata riscossione di entrate, derivante da un sistema di auto annullamento di violazioni al codice della strada in parte riconducibile a veri e propri favoritismi posti in essere da ufficiali e agenti del comando di polizia municipale nonché da alcuni assessori.

L’istruttoria è stata condotta dalla Digos di Catanzaro. Nel filone ampio della sanità rientra invece l’istruttoria per l’illecita gestione nell’ambito dell’Asp di Catanzaro, di un progetto finanziato con fondi comunitari che sostanzialmente si è concretato nella spartizione delle risorse tra dirigenti medici e dipendenti per un danno di quasi 300.000 euro. Peculiare anche la citazione relativa alla condotta di una funzionaria dell’agenzia delle entrate indagata per peculato e truffa.

Drammatica la non adeguata attenzione da parte delle amministrazioni ai bilanci. Nessuna delle Asp e delle aziende ospedaliere della regione ha depositato i conti giudiziali mentre in un caso si è giunti a contestare la sottoponibilità al giudizio di conto e in altri ancora non si è ritenuto di fornire il minimo riscontro alle richieste istruttorie. Nessuna denuncia è pervenuta dalle Asp di Vibo e Crotone in materia di riconoscimento di debiti fuori bilancio correlati a eventuali fattispecie di responsabilità mediche o per forniture di beni e servizi.

All’attività della procura contabile fa riscontro quella della Sezione giurisdizionale regionale per la Calabria presieduta da Rita Loreto. Nella sua articolata relazione la presidente ha riferito che la sezione ha definito nel 2018 ben 2.326 conti giudiziali a fronte dei 1900 definiti nel 2017. Le condanne emesse ammontano a 24 milioni di euro di cui l’86% in accoglimento totale o parziale della domanda della procura.

Nell’ambito dei giudizi la tipologia più frequente è la distrazione di contributi comunitari o regionali per l’assunzione di lavoratori cosiddetti svantaggiati. Frequenti pure i giudizi per truffe all’agenzia per le erogazioni in agricoltura, Agea, e per l’indebito impiego di finanziamenti per investimenti produttivi non realizzati in tutto o in parte. Al riguardo va ricordata la condanna al pagamento di otto milioni comminata a un’impresa beneficiaria di finanziamenti pubblici per la realizzazione di uno stabilimento industriale mai andato in funzione.

Condannati anche al pagamento di complessivi 4,8 milioni il direttore dei lavori e il responsabile del procedimento dell’appalto per la realizzazione di un’arteria stradale a scorrimento veloce. Nel dicembre scorso la sezione ha disposto la condanna del presidente pro tempore e del Cda di una società per azioni integralmente partecipata dalla regione, al risarcimento di oltre un milione e mezzo di euro per la perdita finanziaria arrecata all’ente dalla distrazione dei fondi comunitari in operazioni di investimento in strumenti finanziari a medio e alto rischio.

In tema di sanità la relazione della presidente Loreto ha segnalato la condanna di un medico dipendente di un’Asp per il danno corrispondente alle ore retribuite in assenza di prestazione lavorativa a seguito di false attestazioni di presenza in servizio, ottenute mediante false timbrature del cartellino marcatempo. Condannati anche due medici di strutture ospedaliere per lo svolgimento di attività libero professionale senza autorizzazione e in violazione del regime di esclusività. Le condanne ammontano una a quasi 300.000 euro e l’altra a 150.000.

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