Lunedì, 23 Settembre 2019
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Narcotraffico a Vibo, chieste condanne per oltre due secoli di carcere - Nomi e foto

Ridotte, ma si viaggia sempre nell’ordine dei secoli, rispetto alle condanne di primo grado, le richieste di pena avanzate in appello a carico di 23 dei 37 imputati coinvolti nell’operazione Stammer contro il narcotraffico e processati con rito abbreviato.

Ieri il procuratore generale Salvatore Di Maio ha concluso la sua requisitoria (iniziata nella precedente udienza) chiedendo complessivamente condanne per circa 241 anni di carcere.

Nello specifico le richieste più alte sono state avanzate a carico di Giuseppe Iannello, 28 anni, di San Calogero (18 anni e 8 mesi) e Salvatore Paladino, 58 anni, di Rosarno (18 anni e 4 mesi). Diciotto anni di carcere, invece, la richiesta nei confronti di: Filippo Fiarè, 60 anni di San Gregorio d’Ippona; Rosario Arcuri, alias “Saro il vecchio”, 64 anni, di Rosarno; Francesco Ventrici, 45 anni, di San Calogero, residente a Bentivoglio (Bo), broker internazionale della cocaina e già condannato nelle operazioni “Decollo” e “Due torri connection e Domenico Lentini, 50 anni, di Oppido Mamertina (Rc), residente a San Marcello Pistoiese (Pt). A carico di Salvatore Pititto, 49 anni, di Mileto la richiesta è stata di 15 anni di detenzione. Tutti questi imputati in primo grado erano stati condannati a 20 anni di carcere.

Dieci anni la condanna chiesta dal Pg per Giuseppe Mercuri, 58 anni, di San Calogero, mentre 9 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno sono stati chiesti per Antonino Fogliaro, 41 anni e Domenico Iannello, di 40, entrambi di Mileto. Nove anni di detenzione, invece, sono stati invocati nei confronti di: Fortunato Baldo, 22 anni di Mileto; Giuseppe Capano, 48 anni di Vibo, ma residente a Breno (Brescia) e Giuseppe Pititto, 20 anni di Mileto.

Otto anni di carcere la richiesta per Domenico Stagno, 50 anni di San Calogero ed Enzo Messina, 50 anni di San Pietro Casale (Bo), mentre 7 anni e 2 mesi sono stati chiesti per Antonio Ruggiero, 40 anni di Vibo e 6 anni e 8 mesi per Wael Chamboura, 37 anni, libanese residente a Forlì. E ancora 5 anni e 4 mesi di reclusione sono stati chiesti sia per Pasquale Feroleto, 43 anni di Lamezia Terme, sia per Michele Villì, 41 anni di Milano, mentre di 5 anni la richiesta a carico di Angelo Rizzuto, 34 anni di Palermo.

Inoltre di 4 anni e 8 mesi la condanna chiesta per Massimo Polito, 34 anni di Mileto e di 4 anni e due mesi quella avanzata nei confronti di Mariantonia Mesiano, 46 anni sempre di Mileto.

Infine di 3 anni e 8 mesi la richiesta di condanna fatta per Oksana Verman, 41 anni, ucraina (collaboratrice di giustizia) e di 2 anni e nove mesi quella chiesta per Francesco Buonvicino, 46 anni di Mesoraca.

Il procuratore generale ha inoltre chiesto il non doversi procedere, perché il reato estinto per sopravvenuto decesso, per Calogero Rizzuto di Palermo, mentre relativamente a un campo d’imputazione (Z1) ha chiesto la dichiarazione di nullità della sentenza per omessa pronuncia, con conseguente trasmissione degli atti al giudice di primo grado, nei confronti di Giuseppe Capano.

In primo grado a sostenere la pubblica accusa era stato il pm distrettuale Camillo Falvo il quale aveva chiesto e ottenuto condanne per circa quattrocento anni di carcere nei confronti degli originari 37 imputati.

Scattata il 24 gennaio 2017 l’operazione “Stammer” rappresenta l’epilogo di una lunga attività investigativa condotta sull’asse Sudamerica-Calabria dalla Guardia di finanza di Catanzaro con la cooperazione dell’inglese National Crime agency (Nca) e della Polizia colombiana.

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