Sabato, 25 Settembre 2021
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Crotone, la cosca che dettava legge alla fiera. Dodici condanne anche in appello

Condanne ridotte di poco nel processo d’Appello scaturito dall’inchiesta “Hermes” di Dda e Polizia di Stato contro il clan “Barilari-Foschini”. Davanti al collegio di secondo grado presieduto da Caterina Capitò (Angelina Silvestri e Assunta Maiore consiglieri), ha per la gran parte retto l’impianto accusatorio disegnato dagli investigatori della Squadra Mobile di Crotone e dai magistrati della Procura antimafia di Catanzaro che hanno coordinato l’inchiesta contro la ’ndrina crotonese. La mattina del 28 giugno 2018, con un blitz gli agenti della Squadra Mobile pitagorica coordinati dai magistrati della Procura antimafia, eseguirono quindici provvedimenti di fermo di altrettante persone considerate affiliate o colluse alla presunta cosca Barilari-Foschini. Un’organizzazione ebbero a sottolineare gli investigatori nella conferenza stampa seguita agli arresti, che controllava in maniera asfissiante tutti i commercianti del centro di Crotone ed anche le bancarelle del mercato ed imponeva finanche la salsiccia della macelleria di Gaetano Barilari ai venditori di panini della festa patronale della Madonna di Capocolonna. Accuse (insieme al reato di associazione per delinquere di stampo mafioso) che sono state confermate anche dalla sentenza di Appello emessa ieri, nel primo pomeriggio dai giudici di Catanzaro.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Catanzaro

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