Martedì, 18 Maggio 2021
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Catanzaro, i ristoratori riaprono e... sperano

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La zona gialla il primo di febbraio sa un po’ di primavera: voglia di libertà e spensieratezza finalmente appagata. Andiamo a prendere un caffè al bar? Pranziamo insieme fuori? Finalmente si può! Analizziamo luci e ombre di questa riapertura con alcuni ristoratori.
«È stato bello poter accogliere nuovamente i nostri clienti – racconta lo staff della Trattoria Talarico – che hanno risposto bene, con gioia e senza troppa ansia. Abbiamo posizionato delle barriere parafiato tra un tavolo e l’altro, igienizzando continuamente le postazioni e prevedendo prenotazioni con orari scaglionati. Speriamo di continuare e che adesso non ci chiudano più».

«I clienti ci aspettavano – afferma Agostino Brutto del ristorante Porta Marina – anche se con loro abbiamo mantenuto il contatto con l’asporto e le consegne a domicilio. ma essere serviti comodamente a tavola è un’altra cosa. Ieri, per la prima giornata, abbiamo riempito diversi tavolini. Utilizziamo tutte le misure indicate: misuriamo la temperatura, mettiamo a disposizione igienizzante e anche mascherine per chi ne è sprovvisto. Una cosa importante, per non tornare indietro, è il rispetto delle regole da parte di tutti, colleghi ristoratori e utenti». «Il brutto tempo ci ha penalizzato – evidenzia Massimo Esposito del Caffè Foyer – ma in tanti sono venuti per la gioia di consumare un caffè o un aperitivo al bar, per staccare la spina e ritagliarsi un momento per sé».

«Che meraviglia risentire il rumore dei piatti – sottolinea Angela Manfredi titolare del ristorante-pizzeria-pinseria Manfredi – Abbiamo l’entusiasmo della ripartenza, anche se non c’è il lavoro che si sperava. Sono cambiate le abitudini: la gente lavora da casa, evita la pausa pranzo fuori. A marzo del 2020 pensavamo durasse poco questa pandemia ed invece è già trascorso un anno. La luce di Manfredi in questo periodo non si è mai spenta. Siamo riusciti a rimanere in piedi e terremo duro su questa strada».

Per Roberta Biamonte e Antonio Calarco del Bistrot Slurperie, «non è una situazione semplice: la gente ha paura e noi non riusciamo a programmare. Ieri avevamo sette prenotazioni di cui cinque persone hanno disdetto all’ultimo minuto per timore del Coronavirus. Ci hanno chiesto di aprire il locale in pochi giorni dopo un mese di chiusura, ma fino a quando? Brancoliamo nel buio e vorremmo avere qualche certezza».

C’è chi non ha subito riaperto, come Armando Mauro della locanda "C’era una volta": «Sono da tre mesi chiuso, ho bisogno di riorganizzarmi. Saremo operativi dal prossimo weekend. Speriamo non sia come a Natale che, dopo aver rifornito le cucine, ci hanno trasformato in zona arancione in pochi giorni. Comunque, tra i colleghi c’è ottimismo, qualcosa si sta muovendo. Cerchiamo di essere positivi».

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