Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Pizzo, la 60° edizione della Coppa Olimpia ai titoli di coda - FOTO

La premiazione della sessantesima edizione della Coppa Olimpia, quest’anno dedicata a Gianni i Lisa e presentata da Sharon Fanello con l'accompagnamento musicale dei maestri Diego Ventura e Clelia Barberi, è stata un’occasione di confronto per tutto il movimento calcistico pizzitano.

Il presidente del comitato Matteo Betrò, ideatore della manifestazione, aveva infatti annunciato negli anni precedenti che questa sarebbe stata la sua ultima edizione, ma, a sorpresa ha chiarito il suo nuovo volere. «Non posso chiudere così, non dopo due anni in cui siamo stati costretti a giocare all’impianto Marzano di Vibo Marina perché il campo a Pizzo è inagibile. Questa Coppa è della città, non mia, né del comitato organizzatore, ma di tutti quelli che negli ultimi 58 anni sono passati dal Vincenzo Tucci. Eccellenza – rivolgendosi al commissario prefettizio Antonio Reppucci presente alla manifestazione – la Coppa Olimpia deve tornare a casa. Non vogliamo promesse, ma l’impegno che il campo torni agibile e questa città torni ad avere ciò che le spetta». Più duro ancora Vincenzo Pagnotta, vicepresidente del Comitato Olimpia che è intervenuto in collegamento da Roma, ed ha annunciato la sua decisione di dimettersi dal ruolo che ricopre. «Per me non è la classica serata di “festa” come gli altri anni, purtroppo con immenso dispiacere, a gran malincuore, devo comunicare le dimissioni da vicepresidente e giudice sportivo del Torneo calcistico Rionale e Coppa Olimpia città di Pizzo.

Non voglio fare nessuna polemica, ma è una cosa che non riesco ad accettare, il torneo calcistico della Città di Pizzo si deve svolgere a Pizzo. Da due anni questo non avviene, si gioca in trasferta e questo è inaccettabile per il lustro calcistico pizzitano, per le tradizioni calcistiche di questo nostro paese, dico basta, non meritiamo questo. Mi auguro che questa mia improvvisa e sofferta decisione serva a far riflettere non qualcuno, ma tutti noi». Unanime il coro di sostegno che si è alzato nei vari interventi, tra i quali quelli del presidente del consiglio comunale di Vibo Valentia Rino Putrino che a Pizzo ha coltivato fin da giovanissimo la sua passione calcistica, il giornalista Maurizio Bonanno ed il neo presidente della squadra cittadina la Real Pizzo Onofrio Casuscelli che, salvo improbabili colpi di scena, giocherà tutta la stagione a Vibo Marina.

Reppucci ha voluto rispondere, chiamando tutti ad una presa di coscienza sui problemi della città. «Sono arrivati dei finanziamenti dal Ministero, è vero, pensavamo di poterli spendere al campo, ma invece non riuscivamo a chiudere il bilancio e abbiamo dovuto dirottare i soldi su questo. Non posso fare promesse fin quando l’evasione comunale in questo comune rimarrà a questi livelli; parliamo di centinaia di migliaia di euro che non consentono alla città di crescere e al comune di garantire i servizi. Io ringrazio Betrò per il suo impegno ma la situazione è drammatica e mi rendo conto che sarà difficile anche per l’amministrazione che arriverà».

La discussione è stata interrotta dalle parole del patron Pippo Callipo, main sponsor da più di 50 anni del torneo, che in un messaggio ha lodato l’impegno di Matteo Betrò «in questi tempi in cui tutto passa velocemente, avere la dedizione e la forza di portare avanti una manifestazione di carattere sociale, di cui beneficiano soprattutto i giovani, per 60 anni, è degno di ammirazione da parte di tutti noi». Per quel che riguarda i premi, il più importante al di là del campo, è stato sicuramente l'assegnazione del IX premio giornalistico Franco Russo, intitolato alla memoria del decano dei giornalisti pizzitani. Quest’anno il comitato organizzatore ha scelto di premiare il giornalista Roberto Saverino. Per quanto riguarda invece i verdetti emersi dal campo: premio disciplina Pino Ingenuo alla squadra della Chjazza, premio partecipazione agli Ultimi Romantici, premio partecipazione a Cendufundani.

Premi ai giocatori: fair play ad Emanuele Galati (Chjanu), calciatore più giovane Paolo Russo (Cendufundani) classe 2005, e calciatore più anziano a Toto Vallone (Contrada Mazzotta), miglior calciatore Francesco Parise (Chjanu), premio Gino Betrò Alessandro Consiglio (Cendufundani), miglior parata Toto Vallone (contrada Mazzotta), miglior portiere Danilo Colombo (Chjanu), miglior goal Cristian Panuccio (chjanu), capocannoniere – premio Battista Barone ad Alessandro Augurusa (contrada Mazzotta) con 6 reti e premio roccia Franco Piserà a Giuseppe Marrella (Chjanu). E poi il podio con il secondo posto alla contrata Mazzotta ed il trionfo, con tanto di fuochi d’artificio alla proclamazione, del Chjanu, campione di questa 60esima edizione grazie al goal di Panuccio segnato a pochi minuti dal fischio finale.

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