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Sei anni senza Maria Chindamo. Il muro della memoria è ancora forte e solido FOTO | VIDEO

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Sei anni senza Maria, senza il suo sorriso, senza la sua voglia di vivere. Mani assassine l’hanno strappata agli affetti più cari la mattina del 6 maggio 2016. Era un venerdì come oggi. Facendola sparire, volevano, probabilmente, cancellare anche la sua memoria. Se così fosse, il progetto non è andato in porto. In contrada “Montalto” di Limbadi, infatti, davanti all’ingresso della sua tenuta agricola s’è ritrovata, stamattina, l’intera collettività con in testa i familiari e mamma Pina De Francia, che ancora culla la speranza di vederla ritornare.

Un sit-in frutto, al pari degli altri anni, di di un efficace flash-mob che ha radunato sul luogo dell’aggressione, oltre ai familiari, anche parenti, amici, istituzioni, amministratori,  rappresentanti delle Forze dell’ordine, associazioni, delegazioni di studenti del comprensorio armati di striscioni, mentre tutto intorno sventolavano le bandiere dei volontari di “Libera”. Apprezzata anche la presenza del vescovo di Nicotera-Mileto-Tropea, Attilio Nostro, attorno al quale si sono ritrovati, oltre all’instancabile Vincenzo Chindamo, anche Giuseppina Princi, vicepresidente della giunta regionale; Pantaleone Mercuri, sindaco di Limbadi;  Angelo Sposato, segretario regionale della Cgil; Giovanna Vingelli esponente del centro Women’ s studies “Milly Villa” dell’Unical; Nancy Cassalia dirigente del comitato “Controlliamo noi le terre di Maria Chindamo”, Michele Albanese giornalista sotto scorta. A coordinare gli interventi, c’era Lucia Lipari vicepresidente dell’associazione “Agape”. Gli interventi si sono susseguiti nel nome di Maria, alimentando un’onda d’emozione che ha coinvolto tutti. Da ogni parte è stata invocata la verità, mentre Giuseppe Borrello, dirigente regionale di “Libera” ha affrontato con accenti critici il tema della giustizia rimarcando come la recente riforma "non riprenda assolutamente i valori ideali portati avanti da Falcone e Borsellino e non garantisca la possibilità di avere verità e giustizia per le vittime della violenza". Per certo, il muro della memoria eretto attorno a Maria non appare destinato a crollare. La bella partecipazione alla celebrazione del sesto anniversario l’ha reso ancora più solido.

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