Giovedì, 06 Ottobre 2022
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Autobomba Limbadi, cade l'accusa di omicidio per Criniti e De Marco. Ecco le condanne

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Sei condanne per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Cade, infatti, nel processo abbreviato nei confronti di due imputati (per i quali il pm distrettuale Andrea Mancuso aveva chiesto l'ergastolo) il coinvolgimento nell'autobomba di Limbadi nell'ambito dell’operazione “Demetra 2”. Inchiesta condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Vibo – con il coordinamento della Dda di Catanzaro – che collegava  il gravissimo attentato esplosivo del 19 aprile del 2018 a Limbadi (costato la vita a Matteo Vinci) a un traffico di stupefacenti lungo l’asse Limbadi-Soriano.
In particolare  a 10 anni  di carcere sono stati rispettivamente condannati Antonio Criniti, 32 anni (avv. Pamela Tassone), e Filippo De Marco, 42 anni (avv. Giuseppe Orecchio e avv. Vincenzo Cicino), entrambi di Soriano,  accusati di aver fabbricato la radio-bomba costata la vita a Matteo Vinci, il biologo 42enne di Limbadi rimasto ucciso nell’esplosione dell’ordigno piazzato sotto il sedile della sua Ford Fiesta. Ai due imputati veniva anche contestato il tentato omicidio del padre di Matteo Vinci, Francesco, che si trovava in macchina col figlio e si è miracolosamente salvato dall’esplosione, pur riportando gravi ustioni. Reati contestati in concorso con  Vito Barbara, 31 anni di Serra San Bruno (difeso dall’avv. Giovanni Vecchio e dall’avv. Fabrizio Costarella) e con Rosaria Mancuso (per i quali si è proceduto separatamente).
Nell'ambito dello stesso procedimento Barbara è stato condannato a 16 anni di detenzione (20 anni la richiesta del pm) per i reati relativi alla  coltivazione, trasporto e spaccio di stupefacenti tra i quali cocaina, hashish e marijuana. L’imputato lo scorso 14 dicembre era stato inoltre condannato all’ergastolo (unitamente alla suocera Rosaria Mancuso) quale mandante dell’autobomba.
Sempre in merito ai reati legati alla droga condanna a 8 anni di reclusione  per Domenico Bertucci, 29 anni di Serra San Bruno (il pm aveva chiesto  8 anni e 8 mesi), difeso dall’avv. Domenico Rosso e dall’avv. Luca Cianferoni; mentre a 9 anni di carcere è stato condannato Pantaleone Mancuso, 59 anni di Limbadi (9 anni e 2 mesi la richiesta) difeso dall’avv. Francesco Schimio. Infine a  3 anni e 7 mesi è stato condannato  Alessandro Mancuso, 24 anni, di Limbadi (7 anni e 8 mesi la richiesta del pm) difeso dall’avv. Vittorio Platì.

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