Sabato, 26 Novembre 2022
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Catanzaro, città dello Sport ma con il nodo impianti

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Lo sport è all’anno zero. Come da decenni a questa parte, il settore dilettantistico catanzarese fa i conti con tanti dubbi e ancora più problemi. Non mancano la passione e gli iscritti (anche se due anni di Covid hanno dato una mazzata a quasi tutte le discipline), non vengono mai meno l’impegno dei presidenti, degli allenatori e degli istruttori delle società. Né c’è una chiusura da parte delle amministrazioni: qualunque sia il colore di riferimento a Palazzo De Nobili la volontà di dare una mano c’è sempre. Ma sempre, purtroppo, vengono fuori i soliti nodi. A partire da quello dell’impiantistica, il più grosso e difficile da districare. Con buona pace del titolo di “Città europea dello Sport” per il 2023 riconosciuto dall’Aces, la federazione che coinvolge capitali e centri continentali del settore.
Le etichette sono una cosa, la realtà un’altra, anche se non tutti affrontano gli stessi disagi. Il calcio, per esempio, sta meglio di altri. Il “Ceravolo” fa storia a sé come l’Us Catanzaro. Lo stadio ha bisogno di interventi (in questi giorni sono cominciati quelli per riprendere i sediolini della tribuna coperta), è vecchio e sempre meno funzionale, ma almeno ha un prato degno di livello e può ospitare agevolmente 14.500 tifosi.

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