Domenica, 05 Febbraio 2023
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A Dasà celebrata la figura di Rosario Arena, cui è intitolato il campo sportivo

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Partita d’esordio del girone D vibonese di seconda categoria con un pari tra Asd Dasà, promossa dalla terza alla seconda senza aver conquistato sul campo il titolo (interpretando le regole bastava essere iscritti da un tot di anni, è successo con la scuola calcio, e aver partecipato a un campionato dilettantistico superiore, lo scorso anno con la terza) e Ssd Serrata (2-2, reti di Ranieli e Varano, Dasà, Sofi e Afflitto, Serrata). Degni di nota l’impegno dei calciatori, il fair play e la celebrazione, a inizio partita, di Rosario Arena, un giovane e promettente difensore perito prematuramente a 23 anni per i postumi di un attacco epilettico il 26 agosto 1986 e ricordato da tutti come abile calciatore e persona gentile, distinta e disponibile. In suo onore (a lui è intitolato da decenni il campo sportivo del paese) i calciatori di entrambe le squadre hanno fatto un doppio inchino a centro campo, mentre, prima del fischio d’inizio, il capitano supplente del Dasà, Giovanni Anzoise, (il titolare è infortunato), ha consegnato un mazzo di fiori alla sorella di Arena, sotto la targa affissa all’ingresso degli spogliatoi. Comincia in maniera promettente e onorevole nel piccolo centro delle Serre, dal punto di vista dei risultati, questa nuova esperienza sportiva che dallo scorso anno ha avuto il merito di risvegliare da queste parti, dopo oltre dieci anni, una passione, quella per il calcio, che era sopita e che, coinvolgendo i limitrofi centri di Acquaro e Arena (entrambi i goleador sono residenti nell’ultimo citato) e spaziando anche per ragazzi provenienti da stati africani e asiatici, e probabilmente, in futuro, anche sudamericani, dà un grande esempio di disciplina e socializzazione che è mancata per tanto tempo e che potrà certamente essere esempio di formazione maggiore di quello che possono dare l’essere attaccati per ore sui social e sui videogame. Curiosità: il goal del pareggio del Serrata è stato segnato dal figlio di Fiore Afflitto, allenatore del Dasà. Non si sa come l’abbia presa il padre ma migliore esempio di socializzazione di questo non pare ve ne siano.

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