Venerdì, 04 Dicembre 2020
stampa
Dimensione testo

Cultura

Home Foto Cultura Concorso nazionale di scultura "De Aqua et Terra", premiati tre studenti vibonesi

Concorso nazionale di scultura "De Aqua et Terra", premiati tre studenti vibonesi

Sono tre studenti vibonesi dell'Accademia di Belle Arti Fidia - fondata dal prof. Michele Licata - i vincitori della terza edizione del concorso nazionale di scultura "De Aqua et Terra" indetto dal Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara e che registra anche la forte collaborazione del Dosso Dossi di Ferrara in una vera interconnessione culturale tra le due realtà. E in un'ottica di apertura del Consorzio in ogni aspetto, ponendo molta attenzione alla cultura, si stanno installando opere scultoree realizzando un percorso all’aperto pensato in 10 piazzole nell’ottocentesco impianto idrovoro di Marozzo divenuto Ecomuseo della Bonifica. L’obiettivo, mediante il linguaggio della scultura, è accompagnare il visitatore in un viaggio emozionale attraverso il paesaggio e la sua storia idraulica che nel tempo ha plasmato il territorio. Un percorso lungo cui da oggi - dopo 'Il Nocchiere' di Michelangelo Galliani nel 2018 e la “Maestra delle acque” di Nicola Zamboni nel 2019 - è stata collocata anche "Principio" l'opera realizzata in pietra leccese dai vibonesi Francesco Maiuolo, Marta Marino e Francesco Barbieri, studenti dell'Accademia Fidia di Stefanaconi. Ad aver colpito la giuria è stata la molteplicità di interpretazione e lettura della loro scultura, secondo la sensibilità e la conoscenza dell’osservatore, legata tanto alla natura quanto all’opera dell’uomo.

Con “Principio”, gli artisti hanno voluto sottolineare il principio su cui si fonda l’origine della vita, immaginando una conchiglia che, come prezioso ritrovamento archeologico fossile, riemerge dal prosciugamento delle acque per opera della bonifica, testimonianza concreta del legame indissolubile tra l’acqua e la terra. Affidandosi al sintetismo, si colpisce e si stuzzica l’immaginazione e nel contempo al suo interno permette allo sguardo di rinvenire fossili rilevanti che danno ulteriore importanza alla pietra.

"Questa terza edizione vede premiati degli studenti dell'Accademia di Belle Arti Fidia, che esprime quindi giovanissimi artisti di valore - evidenzia il presidente del Consorzio Franco Dalle Vacche -. Le prime due edizioni sono state vinte da artisti noti e maturi della nostra regione. Oggi la commissione ha segnalato questi giovani originari di tutt’altro ambiente e perciò ne sono stato molto contento, per l'ampliamento che si dà al Premio. Altro aspetto importante è il connubio creatosi col Dosso Dossi che oltre ad essere parte giudicante, con l'incontro di domani con questi artisti, gli studenti avranno l'opportunità di un confronto costruttivo peraltro con giovani come loro che hanno fatto un determinato percorso formativo". Assieme alla dirigente dell'Istituto estense professoressa Francesca Apollonia Barbieri ha inoltre ribadito quanto entrambi abbiano l'obbligo e il dovere di conservazione del patrimonio storico e artistico del territorio.

"Grazie per questa occasione che fa conoscere il progetto di tre giovani calabresi ma anche di far emergere un'Accademia che spesso è nascosta e non è oggetto di tanta attenzione - il commento di Francesco Maiuolo e Marta Marino - è un onore avere la nostra opera in questa splendida cornice che valorizza tutto il territorio di Ferrara. Era progettata per un esame e cercando un concorso con il tema dell'acqua abbiamo incrociato questo, che aveva rispondenze incredibili, dove peraltro la spirale della chiocciola prende anche il significato della nuova vita dell'impianto trasformato in Ecomuseo. Nel 2018 eravamo stati classificati ed ora premiati".

Un’opera - quella realizzata dai tre giovani artisti vibonesi - secondo Barbara Guzzon del Consorzio dal "forte senso evocativo che ha la sua forza nell’allusività consentendo di espandere la visione di quella che è una semplice forma e permette dunque a chi guarda, una lettura personale con significati diametralmente opposti che vanno dalla natura all’essenza umana della produttività tecnologica. Se c’è chi infatti vede la chiocciola come un essere della natura legata alla terra e all’acqua, basta cambiare lo sguardo per vedere in questa forma
la tipica chiocciola delle pompe idrovore, il movimento circolare dell’acqua e, nelle fenditure, le griglie fermaerba”.

© Riproduzione riservata

TAG:

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook