Martedì, 19 Ottobre 2021
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Pallagorio, Enzo Iovine trionfa al Festival della Canzone Arbëreshe

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“Questa vittoria è un riconoscimento per tutta la mia produzione musicale, mi incentiva a continuare in questa direzione. Felicissimo per la mia lingua e per la comunità che rappresento”. La comunità albanofona di Pallagorio (KR) è in festa, orgogliosa del musicista e cantautore Enzo Iovine che vince al Festival della Canzone Arbëreshe. Qualche giorno fa, presso l’anfiteatro comunale di San Demetrio Corone si è svolta la 39° edizione del concorso canoro di motivi inediti in lingua arbëreshe.

Iovine vince con la canzone “Ti je ti”, “Tu sei tu”, una ballad che definire romantica è riduttiva. Il testo è una poesia struggente, dedicata a un’idea dell’amore che può essere una persona o un luogo dell’anima. Il singolo fa parte del nuovo lavoro musicale di Iovine dal titolo “Buk, vahj & cukar”, “Pane, olio & zucchero”. L’arrangiamento musicale di tutto l’album è stato curato con la preziosa collaborazione del musicista Agostino Marino, di Carfizzi.

Il lavoro discografico è interamente in lingua arbëreshe. “Menat”, “Domani” è l’altro singolo, da cui è stato realizzato un bellissimo videoclip, girato interamente nei posti più suggestivi delle tre comunità del distretto arbëreshe: Carfizzi, Pallagorio e San Nicola dell’Alto. Il pezzo racconta le difficoltà di un giovane che non vuole crescere, eterno Peter Pan che alle “fatiche” della campagna preferisce essere libero come un uccello.

Gli “attori” del video sono Giuseppe Basta e il piccolo Giuseppe Amato, entrambi di Carfizzi. “Ho difficoltà a definire la mia musica. Spazio, continuamente, nei vari generi: blues, pop, milonga, pizzica, in una continua contaminazione “etnica” -afferma Iovine- Da sempre ho fatto musica, per me è un’esigenza fisica, come uno sbadiglio, non posso trattenerlo”. Iovine ha tante storie da raccontare, come un moderno rapsodo narra della sua infanzia a Pallagorio, della sua partenza, giovanissimo, per Monza. Della nostalgia della sua terra, dove ritorna ogni estate. Del vivere con la testa in un posto e il cuore altrove. Le sue storie le racconta con la lingua del cuore, giuha e zemeres. ”La mia sfida -continua Iovine- è adattare la lingua arbëreshë ai vari generi musicali”. Una lingua che viene da lontano, testimonianza di una cultura viva, capace di rinnovarsi e fondersi con il nuovo. Una lingua dinamica che grazie alla forza comunicativa della musica arriva ai giovani, custodi della memoria storica di un popolo che, dopo cinque secoli, continua a esistere e resistere.

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