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Comunali Catanzaro, Di Lieto: voce alla città degli ultimi FOTO

«Noi ci rivolgiamo alla Catanzaro degli ultimi, di quelli che nessuno considera. Siamo stanchi delle finte contrapposizioni tra salotti buoni, logge massoniche e cosche criminali. Pensiamo che questa città sia altro e riteniamo di avere il consenso della cittadinanza». Lo ha detto Francesco Di Lieto, avvocato e vicepresidente nazionale del Codacons, candidato sindaco della coalizione di sinistra antagonista composta da Prc, Calabria resistente e solidale e Potere al Popolo che si propone in un contesto in cui c'è un candidato sindaco del centrosinistra e un altro aspirante civico che proviene dal Pd ma che è sostenuto da una coalizione che vede anche partiti e gruppi di centrodestra. Di Lieto ha presentato la candidatura nel corso di una conferenza stampa alla presenza dei vertici delle formazioni che la sostengono con la presenza anche del Partito del Sud. Tra i presenti anche la senatrice Bianca Laura Granato ex M5s. "La mia è una candidatura - ha detto Di Lieto - che nasce dal basso in maniera coerente con un percorso che abbiamo già intrapreso con un gruppo di amici nelle scorse elezioni regionali. Riteniamo che ci sia altro rispetto al Governo Draghi e che questo governo sia minoranza nel Paese. Rapporti con il Pd? La nostra non è una scelta di principio: il Pd è il partito che ha affossato il modello Riace che aveva esportato il nome della Calabria in tutto il mondo; il partito di Marco Minniti che, se non sbaglio, adesso vende armi; è il partito che ha reso stabile la precarietà, ha abolito l’articolo 18 e che adesso è a favore della guerra. Qualche domanda, forse, andrebbe posta a chi invocava Gino Strada per esempio come commissario della sanità calabrese e oggi lo tradisce per una scelta di convenienza. Noi restiamo lì: siamo contro la guerra - ha aggiunto Di Lieto - e per il rispetto della Costituzione. Siamo alternativi a ogni contrapposizione. Laddove si dovesse andare ad un ballottaggio non sceglieremo perché onestamente stiamo parlando di due facce, seppur rispettabili, della stessa medaglia».

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