Venerdì, 13 Dicembre 2019
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Chiesa matrice di Capistrano, grande festa per la benedizione delle porte in bronzo - Foto

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Sono state benedette dal vescovo di Mileto, monsignor Luigi Renzo, le due porte bronzee laterali dell’antica chiesa matrice, di stile tardo barocco, intitolata a San Nicola di Bari, realizzate dal noto scultore Giuseppe Farina di Monterosso Calabro, alla presenza del parroco Antonio Calafati, dello scultore, del sindaco Marco Martino, dei Carabinieri della Stazione di Monterosso-Capistrano e da oltre un migliaio di fedeli provenienti anche dai paesi vicini.

Per omaggiare l‘artista, loro concittadino, molto nutrita la comunità di Monterosso Calabro rappresentata dal sindaco Antonio Giacomo Galati, dalle delegazioni delle Congreghe del SS. Crocefisso e del SS. Rosario, dall’ex sindaco Ubaldo Galati e molti altri.

Dopo la benedizione delle due porte, il Vescovo, seguito dal suo segretario don Graziano Maccarone, dal parroco e dai fedeli, è entrato nella Chiesa, già gremita, per celebrare la Santa Messa ed impartire a 18 ragazzi e ragazze la Cresima, ricevendo il saluto da Elena D’Astoli, responsabile del gruppo dei responsabili parrocchiali del cammino preparatorio dei cresimandi.

Le porte laterali in bronzo (ognuna a due battenti, del formato di m.1,34x 2,48 h) si aggiungono al portone bronzeo centrale (formato m.2,10xh4,15 e del peso di 16 ql.) anch’esso realizzato dal maestro Farina (nel 1995) con numerose immagini a rilievo che rappresentano i momenti più significativi della comunità parrocchiale e civile della gente capistranese.

Nelle due porte laterali di bronzo, Farina comunica ai temporanei e tramanda ai postieri le scene, di facile lettura e interpretazione, delle “Nozze di Cana” (porta destra) e dei “Simboli Eucaristici” (porta  sinistra).

La scena delle Nozze di Cana esprime una modellazione figurativa con Gesù alle nozze di Cana che tende le mani sull’anfora e tramuta l’acqua in vino e con la presenza della Madre che concretizza i significati di un avvenimento amorevole che apre il cuore dei discepoli alla fede. Quella dei Simboli Eucaristici espone una modellazione simbolica sui temi eucaristici. L’uva e il grano dominano la scena plastica, resa con vivezza in ogni particolare.

La Chiesa Matrice di Capistrano sarebbe l’unica, almeno nel circondario, ad avere il grande portone centrale e le due porte laterali realizzati in bronzo istoriato di straordinaria bellezza plastico-compositiva.

La realizzazione delle artistiche tre opere bronzee è merito di Don Antonio Calafati, che, parroco di Capistrano dal 1988, è conosciuto, ormai, come “il prete amante dell’arte”, per avere realizzato, fra l’altro, la ristrutturazione e l’ammodernamento delle tre chiese (Matrice, del Purgatorio e di Nicastrello) fornite anche di vetrate istoriate, il restauro dell’affresco “Battesimo di Gesù nel fiume Giordano“ attribuito a Renoir e di diverse pregiate statue lignee policrome settecentesche ed ottocentesche delle tre predette chiese, la realizzazione per mano dello scultore di origine turca Mura Cura, familiarizzato capistranese, della grande statua di Cristo Redentore posizionata a monte dell’abitato da dove è possibile, oltre al sottostante abitato, spaziare lo sguardo nella valle dell’angitolano fino al mare tirreno e alla Sicilia.

Il maestro Giuseppe Farina, già stimato docente di discipline plastiche in vari licei artistici (per ultimo quello di Catanzaro), si è affermato nel mondo artistico-culturale nazionale ed internazionale per i suoi numerosi premi suggellati da encomi, medaglie e targhe d’Oro, per le sue numerose e pregiate opere artistiche istoriate ed impresse in diecine di porte e portoni in bronzo di Chiese e Cattedrali, fra cui le cattedrali vescovili di Mileto e di Catanzaro.

Nei pannelli delle porte e dei portoni di Farina, i Santi ed i Martiri non hanno l’anonimo volto dell’agiografia d’Oltralpe, ma il volto, lo sguardo, le mani delle donne e degli uomini della Calabria, di monache ed eremiti  che hanno vissuto di lavoro, speranza e preghiera.

Quella di Farina è un’arte servita con umiltà rivolta allo schiacciato donatelliano che personalizza facendola vivere in una misura mediterranea nostra, dove le figure vivono in una virtù lineare che abbraccia tutto con vibrante sensibilità. Giuseppe Farina, anche nelle opere bronzee di Capistrano, offre e lascia nei secoli la sua profonda e consapevole fede cristiana, la sua solidarietà nell’animo di chiunque si accosti ad ammirarle.

Al termine della celebrazione della Santa Messa, il Vescovo Monsignor Renzo e Giuseppe Cinquegrana hanno encomiato il maestro Farina, mentre il maestro Farina e il parroco Don Calafati hanno, in particolare, ringraziato l’ampia partecipazione e solidarietà della collettività e, soprattutto, le persone che hanno contribuito, con il loro lavoro, all’installazione delle porte, alla rimessa a nuovo del portone centrale.

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