Giovedì, 04 Marzo 2021
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Drapia, proseguono i lavori per la "Cittadella di Padre Pio"

Proseguono i lavori nel territorio di Drapia, centro del Vibonese, per la realizzazione della "Cittadella di Padre Pio". Un progetto molto articolato che vede al suo interno la costruzione di un ospedale pediatrico oncologico tra i più grandi di Europa. Un'opera definita "unica" dal presidente della Provincia di Vibo, Salvatore Solano, sia dal punto di vista ingegneristico, sia tecnologico, medico e scientifico. "Se questi sono i segnali -  il commento di Solano che ieri mattina ha visitato il cantiere e incontrato, con il sindaco di Drapia Alessandro Porcelli,   l'architetto Luciano Messina - allora significa che qualcosa si muove nella provincia di Vibo Valentia!".

Al maggio 2019 risale la posa della prima pietra in contrada Vento e da allora  il cantiere ha continuato ad andare avanti. anche se considerata la vastità del progetto ci vorrà del tempo prima che l'opera - paragonata per importanza alla Casa sollievo della sofferenza -  venga completata, sui terreni disponibili, ovvero  un  appezzamento di 180mila metri quadrati, l’equivalente di 30 campi di calcio regolamentari, costato circa due milioni di euro (acquistato in parte dall'ispiratrice del progetto, Iene Gaeta e in parte attraverso donazioni) e l’altro donato dalla signora Maria Vallone.

E l’acqua è il  vero elemento costruttore della “Cittadella di Padre Pio” che  sta sorgendo  a Drapia per volere del Santo di Pietrelcina in seguito all’apparizione a Irene Gaeta (romana), la quale nei primi anni del 2000 ebbe un colloquio con il frate che le disse: "In Calabria devi fare un santuario, un ospedale pediatrico, un centro di ricerca, un villaggio per i sofferenti, perché ci saranno tante malattie e tanta povertà. I bambini sin dal grembo materno nasceranno con tre malattie, tumori vari, polmoni e sangue e si devono curare con le erbe naturali che nascono in quel luogo. Fai qualcosa! "

Davanti all’enormità del progetto la donna aveva cercato di respingere con forza la richiesta del Santo, anche perché la Calabria era una terra a lei lontana e sconosciuta, ma alla fine dovette cedere. «Lì», indicando con il dito, Padre Pio identificò il posto e proprio nel luogo voluto dal frate, dove scorre una sorgente di acqua salubre e crescono piante officinali, l’associazione “I discepoli di Padre Pio”, guidata dalla stessa Gaeta, acquistò ben 18 ettari di terreno. Si tratta di un grande appezzamento di suolo agricolo a circa 280 metri di quota e a soli 2 km in linea d’aria dal mare per un importo di oltre due milioni di euro, parte dei quali anticipati dalla stessa Irene che aveva rinunciato alla sua liquidazione e a quella del marito.
Un'avventura che da anni va avanti e che, oltre alla posa della prima pietra alla presenza del vescovo mons. Luigi Renzo, ha visto finora tra i momenti clou la presentazione del progetto nel dicembre del 2017 a Vibo Valentia. L'obiettivo dell'opera che - come all'epoca spiegato dall'arch. Messina  si ispirerà alla natura,  sarà costruita con i migliori materiali possibili e si proietterà verso il mare con le braccia aperte e sarà costituita da due portici chiusi con 12 archi, due rampe di scale con 12 cicli di gradini, all’interno ci saranno 12 stanze sormontate da un arco di 12 stelle - è anche quello di creare un centro di ricerca nel settore farmacologico-botanico. In quel terreno, infatti, cresce spontaneamente un’erba officinale – la nepeta – che può essere impiegata a scopo terapeutico. La medicina non sarà rivolta pertanto solo alla malattia, ma alla persona nel suo complesso e alla cura del corpo e dell’anima.

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