Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Padre Calafati, da 33 anni attivo parroco di Capistrano- Nicastrello e sacerdote da 43 - FOTO

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È, da oggi, parroco di Capistrano-Nicastrello da 33 anni e si pone al secondo posto per ininterrotto mandato nella parrocchia, da quando questa è stata istituita l’8 marzo 1551. Quest’anno ha compiuto anche 43 anni di sacerdozio.

Si tratta di padre Antonio Calafati che, originario di Cessaniti, è stato insediato il 31 ottobre 1988 dal vescovo di Mileto Mons. Domenico Tarcisio Cortese.

Al primo posto rimane il prete capistranese Don Domenico Manfrida (1791-1855), senior, per essere stato parroco per 37 anni (dal 1818 al 1855), mentre è retrocesso al terzo posto, con 32 anni di parroco (dal 1856 al 1888), un altro indigeno Don Domenico Manfrida (1825-1888), junior, nipote del primo.

Perdurando ancora la pandemia covid19 non è stato possibile ai parrocchiani festeggiare il loro amato parroco, che, comunque, lo fecero stupendamente nel 2018, in occasione dei suoi 40 anni di suo sacerdozio e 30 anni di loro parroco.

Il profilo

Una vita straordinaria, quella di Don Calafati, che, dopo il Ginnasio a Tropea, emigrò e lavorò per sei anni come operaio in Francia e in Svizzera. Desiderando essere sacerdote, ritornò e studiò in Italia. Fu ordinato sacerdote nel 1978 dal vescovo di Mileto Mons. De Chiara. Dopo aver svolto gli incarichi di vice parroco della chiesa di S. Giorgio di Pizzo e parroco di Pizzinni, Filandari e Scaliti, giunse come parroco a Capistrano, facendosi subito stimare e amare per il suo semplice modo di vivere, per  la sua ventata di rinnovamento nella catechesi e nelle varie attività pastorali, per la sua impeccabile puntualità nell’osservare qualsiasi orario prestabilito e, soprattutto, per la molteplicità di lavori che hanno migliorato e accresciuto i beni artistico-culturali dei tre edifici di culto, e non solo.

Fra le tante iniziative, la costituzione del coro e di gruppi parrocchiali, la realizzazione della Casa parrocchiale con annessi locali per l’azione cattolica ed opere parrocchiali, della montana “Oasi Emmaus” con aree pic-nic, ricreative e sportive dove accoglie ragazzi/e ed anziani/e e dove si isola nella preghiera e nella lettura.

Le iniziative messe in campo

Numerosi gli interventi alle tre chiese tanto che si potrebbe parlare di ricostruzione più che di lavori di sistemazione, ammodernamento e abbellimento della chiesa madre, del Purgatorio e di Nicastrello per avere interessato anche il rifacimento di intonaci e pitturazione delle pareti esterne ed interne, la ricostruzione  dei pavimenti, dei tetti di copertura, dei soffitti con cassonetti di legno, la sostituzione delle finestre lignee con vetrate istoriare, dei portoni di legno con altri che per la chiesa madre sono di bronzo ed eccellentemente istoriati dal maestro Giuseppe Farina e degli impianti elettrici con altri a norma, fornito le chiese del Purgatorio e di Nicastrello di altari di legno massiccio anche “per riservare quel dovuto particolare onore al posto dove si celebra la ripresentazione dell'unico sacrificio compiuto da Cristo”.

Ha corredato, inoltre, la chiesa madre di servizi igienici, di un organo, di un grande e comodo confessionale di legno massiccio, di sei campane modellate in concerto Si Bemolle nel campanile e di un orologio sulla facciata esterna collegato alla torre campanaria per scandire le ore e mezze ore, di ventilatori elettrici, di videosorveglianza e allarme, mentre lungo la strada che dal centro abitato sale verso Piano di Rollo (e, quindi, verso l’Oasi Emmaus e Monte Coppari) ha fatto realizzare e posizionane le sculture delle quattordici stazioni della Via Crucis e, al termine di esse, la grande statua di Cristo Redentore, opere del maestro Murat Cura di origine turca naturalizzato capistranese, da dove è possibile godere vasti e straordinari panorami che si distendono verso il mare tirreno e la Sicilia.

Eccezionale e ammirevole anche la sua particolare attenzione per la conservazione delle opere artistiche di particolare pregio con il restauro di pitture e statue, sotto la direzione degli esperti della Soprintendenza belle arti.

Dopo i recuperi e i restauri del 1993 riguardanti il famoso affresco del  “Battesimo di Gesù”, con rifacimento attribuito a Renoir, e le pitture murali “La Maddalena” e “La Samaritana”, risalenti agli inizi dell’Ottocento, fece posizionare, al centro del soffitto, il quadro ad olio del 1937, di m.4x5 circa, della famosa scuola Zimatore, rappresentante il miracolo di Polsi (1117) dal quale traggono origine, per merito del parroco pro-tempore Don Zerbi, in Capistrano, dal 1752, un eccezionale culto e una profonda devozione verso la Madonna della Montagna la cui regale e meravigliosa statua lignea policroma, di scuola napoletana, troneggia nella nicchia dell’altare maggiore  dal 1758, realizzata con il ricavato dell’olio offerto dai cittadini presso i frantoi.

Amante dell'arte

Don Calafati, amante dell’arte, fece restaurare anche statue lignee policrome, di particolare pregio artistico, risalenti dal Settecento a Novecento (12 della chiesa madre, 2 della chiesa di Nicastrello e una della chiesa del Purgatorio). Quattro di dette statue sono state restaurate, nel 2018-2020, nella chiesa del Purgatorio: S. Elena e San Filippo appartenenti alla Chiesa di Nicastrello, S. Francesco di Paola alla chiesa madre e la Madonna delle Grazie alla Chiesa del Purgatorio.

Non basta. Oltre alla rivalutazione delle sculture settecentesche, di scuola Canoviana, di marmo bianco di Carrara rappresentanti i busti di San Pietro e San Paolo (ai lati dell’altare maggiore) e di Don Pietro Bongiorno con relativo cenotafio  per “juspatronato” (nella navata centrale), nel 2021 sta facendo eseguire il trattamento antitarlo anossico alle pregiate statue di San Giuseppe, Immacolata Concezione e San Nicola di Bari ed avviato le pratiche per il restauro dello splendido settecentesco altare maggiore di legno policromo.

© Riproduzione riservata

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