Giovedì, 06 Ottobre 2022
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Usura ed estorsione, cinque arresti tra Cropani e Isola Capo Rizzuto - I NOMI

I Carabinieri della Compagnia di Sellia Marina oggi hanno arrestato 5 soggetti residenti nei comuni di Cropani  ed Isola di Capo Rizzuto , sulla base della ritenuta sussistenza di gravi indizi in ordine ai reati di usura in concorso, estorsione, ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria, nel territorio del Comune di Cropani, con l’aggravante del metodo mafioso, a vario titolo loro rispettivamente ascritti .

I nomi

In carcere sono finiti Carmine Bianco, 46 anni, di Cropani; Salvatore Capicchiano, 31 anni, di Isola Capo Rizzuto; Santino Tropea, 44 anni, di Cropani; Saverio Capicchiano, 51 anni, di Isola Capo Rizzuto. Arresti domiciliari per Salvatore Bianco, 44 anni, di Cropani.

Le indagini

L’indagine, che ha avuto origine, nel febbraio 2020, dalla denuncia di una attività di usura ai danni di un piccolo esercente relativamente ad un presunto prestito usurario, con un tasso di interesse mensile pari al 13.75% dell’importo finanziato, è stata delegata alla Compagnia dei Carabinieri di Sellia Marina, ed è proseguita con attività tecnica.
I gravi elementi indiziari acquisiti hanno riguardato, quindi, ulteriori presunte vicende di prestiti usurari ai danni di altri sei soggetti che, attraversando un momento di difficoltà economica, aggravata ulteriormente dall’emergenza pandemica in atto, erano state costrette a ricorrere a tali canali di credito, delineandosi anche la gravità indiziaria per il delitto di abusivo esercizio del credito, in relazione a plurimi rapporti creditizi concessi ad esercenti, ristoratori, impiegati, artigiani, e piccoli imprenditori, con tassi d’interesse mensile compresi tra il 10% e il 20% del capitale.
Per le presunte condotte illecite, è stata ritenuta, altresì, la sussistenza dell’aggravante del metodo mafioso in quanto sarebbero state poste in essere avvalendosi della forza intimidatrice derivante dal vincolo associativo a riconducibile a cosche di ‘ndrangheta, e in alcuni casi per agevolare l’attività di una delle cosche di ‘ndrangheta operante sul territorio.

Le vittime

Si tratta di esercenti, ristoratori, impiegati, artigiani e piccoli imprenditori, ai quali venivano praticati tassi d’interesse mensile compresi tra il 10% e il 20% del capitale. Per le presunte condotte illecite, è stata ritenuta, altresì, la sussistenza dell’aggravante del metodo mafioso in quanto sarebbero state poste in essere avvalendosi della forza intimidatrice derivante dal vincolo associativo a riconducibile a cosche di 'Ndrangheta, e in alcuni casi per agevolare l’attività di una delle cosche di 'Ndrangheta operante sul territorio.

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