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Bali, feriti anche due catanzaresi

Bali, feriti anche due catanzaresi

Fumo sospetto, e poi lo scoppio: un’esplosione su un traghetto di turisti europei a Bali ha causato ieri mattina due morti e circa venti feriti, di cui quattro italiani.

Tra questi una coppia di giovani sposi catanzaresi in viaggio di nozze: il dottor Fabrizio Cipolla, category manager del gruppo Az Spa in servizio a Catanzaro, e la dottoressa Valeria Rivalta.

Avrebbero riportato fratture agli arti inferiori e ora sono ricoverati all’ospedale di Bali.

Altri due connazionali a bordo sono rimasti illesi. La polizia ha subito escluso che si sia trattato di un attentato, ma non ha ancora identificato la causa dell’incidente. Secondo Sugeng Sudarso, capo della polizia distrettuale di Karangasem, la barca veloce «Gili Cat 2» è esplosa alle 9.30 locali (le 3.30 in Italia) quando era a circa 200 metri dalla riva di Padang Bai dopo la partenza alla volta dell’isola di Gili Trawangan.

Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto del fumo uscire dal motore poco prima dell’incidente.

La polizia ipotizza che un cortocircuito a una batteria abbia fatto contatto con il serbatoio, causando l’esplosione che ha squarciato il retro dell’imbarcazione e frantumato i vetri delle finestre.

A bordo, tutti al coperto, c'erano 35 turisti britannici, francesi, portoghesi, spagnoli, olandesi e irlandesi, oltre a quattro membri dell’equipaggio.

E l’ambasciata italiana a Jakarta è al lavoro per prestare ai feriti e ai familiari tutta l'assistenza necessaria, mentre continuano anche i contatti con le autorità locali. Due turiste - un’austriaca e una donna inizialmente identificata come tedesca - sono morte, mentre i feriti sono stati prima portati in una clinica locale, per essere poi trasferiti in strutture meglio equipaggiate a Denpasar. In un filmato, diversi di essi appaiono sotto shock ma coscienti, e presentano diverse ferite agli arti o alla testa. In una foto diffusa dalla stampa indonesiana, si vede che a un ferito portato via a braccia dalla nave mancano parte delle gambe.

Incidenti a traghetti sono purtroppo frequenti in Indonesia, un arcipelago di 17 mila isole dove le condizioni di sicurezza sono spesso precarie, anche per colpa della mancanza di controlli rigorosi su questa attività.

La stessa «Gili Cat 2», per quanto di standard elevati rispetto a molte imbarcazioni in uso in Indonesia, era abilitata a trasportare 34 passeggeri più tre membri dell’equipaggio, ma con un carico normale di soli 30 passeggeri.

«Una barca costruita in Australia e gestita da australiani: non potrete essere più al sicuro di così!», si legge sul sito della compagnia che opera la tratta. Qualcosa, purtroppo, non è andato come nelle previsioni.(r.e.)

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