Lunedì, 17 Dicembre 2018
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SOLIDARIETA'

Furto del gregge al pastore di Capistrano, il sindaco promuove una colletta per aiutarlo

Catanzaro, Calabria, Cronaca
Vincenzo Cenisi, il pastore a cui è stato rubato il gregge

Dopo il furto di 39 pecore e due cani al pastore disabile di Capistrano, piccolo comune del Vibonese, il sindaco indice una colletta pubblica con offerta libera per aiutare l'uomo ad acquistare nuovi capi.

"Sono davvero dispiaciuto - ha sostenuto il sindaco Marco Martino - per quanto accaduto al nostro concittadino Vincenzo Ceniti. Conosciamo bene Vincenzo e sappiamo con quanto amore abbia costantemente allevato i suoi animali. Ogni giorno infatti nonostante le intemperie climatiche si recava per da loro viveri e risorto".

L'intento del sindaco è "poter offrire al nostro concittadino la possibilità di una collaborazione economica all'acquisto di nuovi capi che possano ridare speranza e fiducia alla sua passione prediletta. Chiedo alla comunità di essere sensibile e di partecipare anche e solo con il poco che ogni cittadino possa offrire".

La colletta sarà depositata da subito negli uffici comunali ove chiunque si recherà riceverà la ricevuta cartacea dell'importo offerto. Alla fine della colletta, che durerà 40 giorni, la somma sarà consegnata all'allevatore e reso pubblico l'elenco dei cittadini con l'importo da ognuno donato.

"Spero e confido molto - conclude il sindaco - nel buon cuore dei capistranesi che sono sicuro sapranno dimostrarsi ancora una volta cittadini magnifici quali sono".

La storia di Vincenzo Cenisi

Vincenzo, che ha ereditato dal padre l’amore verso gli animali, si dedicava ad allevare delle capre per trarne un sia pur minimo vantaggio economico per la sua sussistenza, ed anche per trascorre utilmente il tempo senza rimanere per le vie del paese.

Dalla morte del padre, Vincenzo (che ha una irrisoria pensione di invalidità civile di circa 200 euro mensili) vive, in una angusta abitazione a Piazza Cavour, in prossimità della Chiesa parrocchiale, con l’anziana madre che percepisce una minima pensione mensile. Ma la somma delle pensioni non consente ai due, entrambi analfabeti, di giungere alla fine del mese, perché devono fare fronte a varie spese, fra cui quelle per generi alimentari, medicine, vestiario, Imu, Tasi, acqua, luce, telefono. Quest’ultimo tanto necessario per consentire alla madre di Vincenzo di rimanere in contatto con i figli emigrati al nord Italia e in America.

 

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