Martedì, 23 Luglio 2019
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GUARDIA COSTIERA

Sessantatre migranti sbarcano al porto di Crotone, tra loro 19 bambini

crotone, migranti, sbarco, Catanzaro, Calabria, Cronaca
Foto d'archivio

Sessantatre migranti sono stati fatti sbarcare al porto di Crotone dopo che dalle prime ore dell’alba erano a bordo di una motovedetta della guardia costiera italiana che li aveva soccorsi al largo della Costa calabrese. Solo in seguito ad un forte temporale ed alle richieste delle forze dell’ordine locale è stato concesso il permesso di sbarcare dal ministero dell’interno.

A bordo della motovedetta c'erano anche 19 bambini. I migranti erano arrivati alle 4 del mattino con la motovedetta. Le 64 persone soccorse dalla Croce rossa italiana sono state trasportate al centro di accoglienza di Sant'Anna di Isola di Capo Rizzuto.

«Se c'è una nave della Marina che è intervenuta, il porto alla Marina è aperto e se c'erano 100 persone che rischiavano di annegare davanti a Crotone io non voglio la morte di nessuno ma voglio bloccare le partenze. Gli sbarchi sono ridotti del 92%, si pensi a quanti morti e soldi abbiamo risparmiato», ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini al programma '1/2 in più' su Rai3.

I migranti sono curdi-iracheni e si trovavano a bordo di un veliero partito dalla Turchia. Ora si trovano all’Hub regionale per migranti di Isola Capo Rizzuto. Sono sbarcati dopo quasi otto ore di attesa sulla motovedetta italiana dal momento dell’arrivo al porto crotonese e solo perché le condizioni meteo marine erano diventate difficili. Il mezzo della guardia costiera italiana, con un’unità della guardia di finanza, aveva intercettato poco dopo le 2 del mattino il veliero, con a bordo 19 bambini, 10 donne e 34 uomini.

L’imbarcazione, che proveniva dalla Turchia, era in pratica sotto costa nei pressi di una spiaggia a poche miglia a nord di Crotone. Le persone sono state trasbordate sulla motovedetta della Capitaneria che ha fatto rotta verso il porto, dove è giunta poco dopo le 4 ma ha avuto l’autorizzazione dal ministero dell’Interno ad entrare solo alle 6 del mattino. Nessuno è stato fatto sbarcare fino alle 11.30 nonostante il maltempo.

Non sono stati fatti scendere neppure i 19 bambini per i quali i militari della Capitaneria di porto comandata dal capitano di vascello Giovanni Greco ha fatto portare un monitor per intrattenere sottocoperta i piccoli (la maggior parte sotto i tre anni) con dei cartoni animati. Per due donne incinte ed una che aveva un infortunio è stato concesso il permesso di lasciare la motovedetta ma non il trasporto in ospedale anche perché le loro condizioni di salute non destavano preoccupazione.

Di loro si sono presi cura i medici del Suem 118 di Crotone ed i volontari della Croce Rossa Italiana. Sono state ore di attesa e trattative con Prefettura di Crotone e Ministero. La Capitaneria di porto ha aperto la dispensa del vicino comando per rifocillare, insieme alla Croce rossa italiana di Crotone che ha distribuito anche coperte, le persone soccorse. Poi, considerando il peggioramento meteo, la Capitaneria di porto - rappresentando al ministero dell’Interno la difficoltà dello scenario che si stava creando - ha ottenuto che i migranti potessero sbarcare.

«La macchina dei soccorsi - ha detto il presidente della Croce rossa italiana di Crotone, Francesco Parisi - è stata efficiente. Ci siamo prodigati a dare tutto ciò che era necessario a donne, bambini ed uomini e qualunque fosse stata la decisione del Ministero saremmo stati lì a prenderci cura delle persone nell’ottica del nostro principio di umanità e neutralità. Certo non è facile e non fa piacere vedere bambini anche piccolissimi lasciati bagnati e infreddoliti. Noi portiamo assistenza sempre e comunque. Per fortuna la vicenda ha preso una piega positiva».

I migranti sono stati accolti presso l’Hub regionale di Isola Capo Rizzuto, gestito dalla Croce rossa italiana - dove attualmente ci sono solo 352 persone su 1.216 posti disponibili. Con molta probabilità resteranno nel centro di accoglienza crotonese. Nel corso della mattinata sono state trovate per strada altre quattro persone, probabilmente gli scafisti, che avevano abbandonato anzitempo l’imbarcazione giunta sotto costa.

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