Martedì, 15 Ottobre 2019
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IL PROCESSO

Autobomba di Limbadi, udienza a rischio: l'avvocato De Pace scrive al ministro Bonafede

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L'autobomba di Limbadi

Si rivolge direttamente al ministro della Giustizia, l’avvocato Giuseppe De Pace che assiste Francesco Vinci e Sara Scarpulla, genitori di Matteo Vinci, ucciso a Limbadi con un’autobomba il 9 aprile dello scorso anno.

Ieri è infatti saltata l’udienza preliminare a carico di cinque imputati ritenuti appartenenti al clan Mancuso (fra i più potenti della 'ndrangheta) poiché si era in presenza di un’omessa notifica all’imputata Lucia Di Grillo.

«Ai sensi di legge - scrive l’avvocato De Pace al ministro Bonafede - la notifica alle parti doveva compiersi entro il 28 maggio. Per ragioni sconosciute, detta notifica è stata fatta il 4 giugno 2019. Per l’effetto il gup ha disposto il rinvio dell’udienza al 21 giugno. Se la notifica non verrà effettuata entro giorno 11 giugno, cioè fra tre giorni, il procedimento subirà un altro rinvio, e gli imputati il 26 giugno, termine di scadenza della custodia cautelare, verranno rimessi in libertà. I coniugi Vinci-Scarpulla, genitori del povero Matteo, sono letteralmente terrorizzati: temono il pericolo del dissolvimento del processo e l’ombra della loro morte che si avvicina».

L’avvocato Giuseppe De Pace chiede quindi al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, di garantire la corretta notifica della richiesta di rinvio a giudizio a tutti gli imputati. «Qui - conclude l’avvocato De Pace rivolgendosi al ministro - si gioca la faccia e la reputazione, sua e della Repubblica».

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