Giovedì, 13 Agosto 2020
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PROCESSO "CRISALIDE"

'Ndrangheta a Lamezia, chiesti 6 anni e 8 mesi all'ex presidente del Consiglio comunale Paladino

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Giuseppe Paladino

È di sei anni e otto mesi di reclusione la richiesta avanzata dalla pubblica accusa, nel processo scaturito dall’operazione Crisalide della  Dda di Catanzaro, per Giuseppe Paladino, ex presidente del consiglio comunale di Lamezia Terme.

Paladino è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa perché, pur essendone estraneo avrebbe dato un «concreto, specifico consapevole e volontario contributo» di natura materiale e morale alla cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, Paladino nel corso delle elezioni amministrative del maggio 2015 a Lamezia Terme avrebbe ricevuto appoggio elettorale dalla consorteria mettendosi, in cambio, a disposizione di quest’ultima come politico di riferimento.

Paladino è accusato di concorso esterno in concorso con suo padre Giovanni e con l’ex consigliere comunale Pasqualino Ruberto, assolti, il 15 maggio scorso, nel corso del processo con rito abbreviato del quale si attendono ancora le motivazioni. Il pm Andrea Buzzelli ha inoltre chiesto l'assoluzione per Giuseppe Paladino riguardo all’accusa di avere violato il testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle amministrazioni comunali, per avere imposto, in concorso con altre persone, il voto in suo favore con violenza fisica e psicologica.

Il processo Crisalide contempla, inoltre, i reati di associazione mafiosa, estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti, intimidazione. Nel corso della requisitoria, il pm ha chiesto inoltre la condanna di Vincenzo Strangis a 3 anni; Alex Morelli, 2 anni e 6 mesi; Antonio Torcasio, 3 anni; Piero De Sarro, 13 anni; Alfonso Calfa, 2 anni e 6 mesi; Francesca Antonia De Biase, 3 anni; Giuseppe Costanzo, 13 anni; Flavio Bevilacqua, 13 anni; Danilo Fiumara, 14 anni.

Assoluzione chiesta per Ivan Di Cello. Parti civili in questo processo sono, tra gli altri, il Comune di Lamezia Terme, rappresentato dall’avvocato Caterina Restuccia, il Consiglio dei ministri, rappresentato dall’Avvocatura dello Stato, l’Associazione antiracket lametina, la comunità Progetto Sud.

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