Mercoledì, 01 Febbraio 2023
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LA RICHIESTA

Tragedia di Catanzaro, legale famiglia: cercare chiavi casa e tracce organiche col luminol

L’intento è quello di battere tutte le piste e non lasciare nulla di intentato. Per questa ragione l’avvocato della famiglia Corasoniti, Francesco Gigliotti, ha sollecitato una serie di indagini al pm della Procura di Catanzaro Francesco Bordonali, titolare del fascicolo di indagine sulla morte dei tre fratelli di 22, 16 e 12 anni nel rogo che nella notte tra venerdì e sabato scorsi ha distrutto l'appartamento popolare di via Caduti 16 marzo, nel quartiere Pistoia di Catanzaro. Tra le indagini sollecitate dal legale vi è - oltre a un’accurata ricerca di tracce organiche con il luminol - anche la ricerca di tutte le chiavi dell’appartamento, sia quella della porta di ingresso (trovata chiusa a chiave) che delle porte interne, alcune delle quali, sarebbero state chiuse a chiave. Anche l’analisi dei tabulati telefonici rientra tra le sollecitazioni dei legali per capire quali movimenti siano stati fatti prima dell’incendio, se sia stato chiesto aiuto e a chi. Interrogativi ai quali devono trovare risposta i carabinieri della scientifica del Comando provinciale di Catanzaro e i Vigili del fuoco.

Le autopsie

Sono slittate a domani le autopsie sui corpi dei tre fratelli di 22, 16 e 12 anni morti nell’incendio della loro abitazione di via Caduti 16 marzo, nel quartiere Pistoia di Catanzaro. Stasera saranno eseguite le tac sui corpi di Saverio, che era affetto da autismo, Aldo e Mattia. Domani mattina si procederà, invece, con l’esame autoptico sui corpi delle povere vittime che non hanno trovato scampo dalle fiamme divampate nel loro appartamento. I loro funerali si terranno venerdì alle 15 nella basilica dell’Immacolata. Funerali ai quali non potranno partecipare il padre Vitaliano Corasoniti, 42 anni, e il figlio Antonello, 14 anni, ricoverati nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Pugliese di Catanzaro, la madre Rita Mazzei, 41 anni, e la figlia piccola Zaira Mara, 10 anni, ricoverate, rispettivamente, nei centri ustionati di Bari e Napoli.

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