Martedì, 05 Luglio 2022
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Fusione tra 12 comuni con Vibo e Pizzo: Brancia spiega le sue ragioni. No di Pititto

Catanzaro, Politica
Panorama di Pizzo

«Il Progetto Valentia per la fusione di 14 comuni del Vibonese, a dispetto del comunicato di uno dei candidati a Sindaco di Pizzo, prevede la nascita di un nuovo ente locale della dimensione di 80.000 residenti: la terza città della Calabria, la seconda per estensione territoriale. Non vi saranno nè annessioni, nè annessi, ma la fusione tra quattordici enti, in direzione dello sviluppo e dell'occupazione. Gli esempi di esiti molto favorevoli di esperienze assimilabili si sprecano!». E' la risposta dell'avvocato Diego Brancia, tra i promotori della fusione, al candidato a sindaco di Pizzo, Emilio De Pasquale, capolista di “Domani è oggi”.

«Abbiamo chiesto - prosegue Brancia - un pubblico confronto al Dott. De Pasquale, promotore di un personale referendum consultivo sui Social, che, allo stato, ci è stato negato. Ne siamo dispiaciuti, visto che la Democrazia dovrebbe trovare linfa nel dibattito e nel contraddittorio. Non solo il dibattito avrebbe consentito di spiegare che dietro la proposta di fusione, al di là della spettrale prospettiva dietrologica, c'è solo l'idea di un insieme di cittadini, persino, provenienti dal comune che lo stesso De Pasquale si prefigge di amministrare, ma che un ente di 8.000 abitanti non potrà mai essere competitivo come un ente da 80.000, specie in un prospettiva seria di attrattore di investimenti privati in uno all'incentivo dello Stato. Proprio il comune di Pizzo, il secondo per numero di abitanti della Provincia vibonese, ha in corso un declino significativo della propria popolazione, che nell'arco degli ultimi anni è tornata ai livelli del 2001(da 9.500 a 8.600). Bisognerebbe, perciò, interrogarsi sulle ragioni che animano la fuga dei giovani, che non possono essere considerate recessive rispetto al vessillo dell'identità, sbandierata a più riprese. Occorrerebbe interrogarsi, ancora, sulla possibilità di erogazione di servizi ai propri cittadini e verificare con quali risorse si possano garantire efficienza e sviluppo, oltre la propaganda pur legittima della campagna elettorale. Siamo ancora disponibili ad un confronto per spiegare un'iniziativa che tenta di superare le resistenze del campanilismo "oggi", per la crescita di "domani"».
Anche il candidato a sindaco di Pizzo, Sergio Pititto, è contrario a qualsiasi ipotesi di fusione ra i comuni vicini. «Siamo in campo per Pizzo - esordisce - e resteremo in campo solo ed esclusivamente per Pizzo. Ipotesi di fusione tra Comuni non rientrano nel nostro orizzonte programmatico, né tra aspirazioni eterodirette come qualcuno vorrebbe insinuare». Pititto mette le cose in chiaro e sgombra il terreno da quelle che definisce «illazioni strumentali», veicolate ad hoc da un avversario politico che, in una nota stampa, ha parlato di presunte «mire espansive» di Vibo Valentia ai danni di Pizzo. «Forse si riferiva a qualcuno che sostiene il suo progetto politico – stigmatizza Pititto - Pizzo ha una sua precisa identità che vogliamo preservare e, anzi, ulteriormente affermare. Come abbiamo già avuto modo di spiegare in diverse occasioni, siamo convinti che Pizzo debba tornare a essere protagonista, rivendicando un ruolo di primo piano nelle dinamiche economiche e sociali del territorio provinciale e regionale. E non è certo un caso che a militare tra le nostre fila ci sia anche chi ha fatto di questa convinzione, cioè il no alla fusione, un segno distintivo del proprio impegno politico. Parliamo di Broussard, con il Movimento Pizzo non si tocca. Allo stesso tempo sono convinto - siamo convinti - che molti servizi pubblici territoriali, per essere economicamente sostenibili e davvero efficaci, possano essere accorpati. Questo non ha niente a che vedere con un’ipotetica fusione e la creazione di un’unica amministrazione comunale, alla quale restiamo contrari. Far finta di non comprenderlo, per poter strumentalizzare un tema così delicato, diventa un boomerang. Dunque ¬ conclude Pititto - Pizzo ha una propria identità e la nostra azione politica/amministrativa la renderà ancora più forte ancorandola ad ogni singolo cittadino».

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