Giovedì, 29 Ottobre 2020
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Interessi della 'ndrangheta in Umbria ma gli ordini arrivavano dalla Calabria: nomi e foto degli arrestati

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«Se tu qua vuoi fare qualcosa di queste... ne devi parlare giù prima dopo ti permetti di muovere qua ... sennò non puoi fare niente». Basta questa frase pronunciata da Antonio Ribecco a far capire quanto stretto sia legame tra la casa madre di San Leonardo di Cutro e la ramificazione umbra.

Le inchieste “Infectio” e “Core Business” - riporta la Gazzetta del Sud in edicola -, condotte dalla polizia e coordinate dalle Dda di Reggio e Catanzaro, consentono di tracciare un importante spaccato degli equilibri criminali nel territorio crotonese dopo i numerosi arresti effettuati dagli inquirenti.

Dalle carte e dalle intercettazioni emerge non solo il ruolo di "capo sgarro" di Giovanni Trapasso ma anche l’ascesa di Alfonso Mannolo, il quale, dice Ribecco intercettato, «ha più potere degli Arena e di tutti quanti».

A confermare la presenza del clan Trapasso nel gotha della ‘ndrangheta è un’altra conversazione in cui Ribecco dice di aver accompagnato Tommaso Trapasso al santuario della Madonna di Polsi il 2 settembre» del 2018.

Nel novembre 2018, il referente della cosca Trapasso a Perugia scende a Catanzaro «in occasione dell’udienza del processo “Borderland”, laddove avrà occasione di vedere» il capoclan Tommaso Trapasso. È la conferma di un legame che risale nel tempo quando sostiene lo stesso Ribecco accompagnava Tommaso Trapasso «a portare ambasciate ai paesi vicini quali Cirò, Papanice, Petilia, Catanzaro, Reggio».

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