Martedì, 20 Agosto 2019
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Vibo, s'incendia la campagna elettorale: guerra su presunti manifesti abusivi - Foto

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Non è ancora ufficialmente iniziata la campagna elettorale a Vibo. Ci sarà tempo per affrontare i temi-chiave di una città che vive nel disastro. E' invece iniziata tra i candidati a sindaco Stefano Luciano e Maria Limardo, la guerra dei 6X3 abusivi e “scorre” tutta sul web a colpi di post e like.

Il tema non è nuovo e riguarda l'affissione pubblicitaria su un impianto su cui penderebbe addirittura “un ordine di demolizione”.

“Come si può pensare – ha denunciato ieri l'ex presidente del Consiglio Luciano - di candidarsi a sindaco se non si parte dal rispetto delle regole e delle leggi poste a tutela degli interessi dei cittadini? Maria Limardo inizia la sua campagna elettorale violando la legge che non le consente l’affissione di manifesti elettorali fuori dagli appositi spazi destinati nel Comune. Guardare avanti significa iniziare a fare politica rispettando le regole, perché soltanto chi rispetta le regole può in futuro rispettare i Cittadini”. Sotto la lente “il cartellone pubblicitario di località Madonella abusivo e sul quale è in atto da tempo la procedura di demolizione. Con gli abusi – ha chiosato Luciano – non si costruisce futuro ma si rimanda ad un passato che ha distrutto il territorio”.

Immediata la replica con tanto di preavviso di querela: “Il candidato a sindaco del centrosinistra o dei Sovranisti (?) è nervoso. Gli ricordo che, normalmente, le leggi si compongono di più articoli e che le stesse leggi, altrettanto normalmente, vengono successivamente integrate e/o modificate da altri provvedimenti”. Peraltro, “ogni forma di pubblicità elettorale effettuata prima dei 30 giorni antecedenti le elezioni non è regolata dalla disposizione citata dal professionista”.

La discussione si spostava a quel punto sul terreno giudiziario. Luciano ricordava la legge 212/1956 che vieta l'affissione di manifesti di propaganda al di fuori degli spazi indicati per chi partecipa alle competizioni elettorali. E la Limardo lo spingeva “qualora ne fosse così sicuro a denunciare l'irregolarità alle autorità competenti”.

Insomma mentre Vibo affonda, i candidati a sindaco si “combattono” sui social e i cittadini attendono di tornare a vivere una vita più “reale” e meno social... O forse no ormai si sono rassegnati al degrado... E dietro al pc si affideranno a qualche “emoticon”.

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