Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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LE INTERCETTAZIONI

Catanzaro, scambi e favori all’ombra delle elezioni

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I rapporti di Domenico Scozzafava, ritenuto referente del clan Grande Aracri, con esponenti della politica locale
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Le schede elettorali delle amministrative del 2012 che vennero sequestrate dalla Polizia

Ogni volta che ci si avvicinava a qualche scadenza elettorale il telefono di Domenico Scozzafava iniziava a squillare senza sosta. Ufficialmente antennista ma per gli inquirenti «’ndranghetista fino al midollo», Scozzafava sarebbe stato «l’uomo della pioggia» non solo dell’ex presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini, ma un punto di riferimento nelle campagne elettorali di molti esponenti del centrodestra in città e in provincia. Dalle elezioni comunali fino alle Politiche passando per le Regionali e il voto per il rinnovo del Consiglio provinciale, in tanti avrebbero chiesto un aiuto al rampante antennista ammesso alla “corte” del boss Nicolino Grande Aracri. Tutto è svelato negli oltre 21 faldoni di allegati che compongono l’inchiesta “Farmabusiness”, l’indagine con cui Dda e Carabinieri hanno svelato il tentativo della cosca cutrese di inserirsi nel business dei farmaci con il decisivo aiuto, secondo gli inquirenti, del politico di Forza Italia Domenico Tallini. Migliaia di atti, molti dei quali coperti ancora da omissis, che riannodano i legami inconfessabili tra Scozzafava e il mondo politico catanzarese a partire dal 2012.
Rapporti assai stretti appare avere, almeno all’epoca dei fatti, il consigliere comunale Andrea Amendola, nel 2012 eletto alle amministrative di Catanzaro con “Alleanza di Centro-Pionati”, poi passato a Forza Italia e nel 2017 eletto con la lista civica “Obiettivo comune”, satellite di Forza Italia, di cui risulta capogruppo. Il nome di Amendola compare fin dalle prime attività investigative. È lui a essere registrato dagli investigatori dell’Arma mentre parla al telefono con Roberto Corapi, ritenuto il braccio destro del reggente di Catanzaro Gennaro Piero Mellea e già condannato in Appello a 7 anni nel processo scaturito dalla maxi inchiesta Kyterion.

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