Venerdì, 19 Aprile 2019
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Il giorno di Natuzza Evolo, una folla immensa di fedeli per la mistica di Paravati - Foto

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Oltre diecimila fedeli hanno partecipato alla celebrazione che si è svolta nella Villa della Gioia per l’avvio della causa di beatificazione di Natuzza Evolo, la mistica morta in odore di santità il primo novembre del 2009.

Uno dei momenti centrali è stata l’omelia tenuta da monsignor Lugi Renzo che parlando del processo di beatificazione di Fotunata Evolo che da oggi diventa “Serva di Dio” ha evidenziato che una volta conclusa la fase diocesana del percorso si passerà alla fase romana.

«Solo allora, quando arriverà il decreto del Papa di riconoscimento delle sue virtù eroiche - ha chiarito il pastore diocesano - potremo parlare della venerabilità della nostra mistica. Prima non è consentito alcun segno di pubblica venerabilità. Il farlo potrebbe essere rischioso per l'esito stesso della causa. Oggi quindi non dichiariamo Natuzza beata, ma poniamo i primi passi verso il traguardo. Intanto quel che conta – ha detto ancora il presule - è partire ed è significativo che questo avvenga in tempo di Quaresima, un tempo che in vita ha segnato particolarmente la carne di Natuzza, fino ad una quasi sua immedesimazione col crocifisso».

Altro aspetto della vita della mistica messo in evidenza dal vescovo è stata la testimonianza di donna, di mamma e di cristiana innamorata di Gesù, al punto da sacrificare tutto a questo scopo. «La sua vita è stata - ha affermato il presule - una lettera scritta nella sofferenza e nell'amore obbediente al Signore dentro la Chiesa». Durante al pastore della diocesi di Mileto c’erano cinque vescovi e oltre cento sacerdoti.

In conclusione della celebrazione vi e è stata la toccante testimonianza del figlio Antonio Nicolace che oltre a parlare della figura di sua mamma ha ringraziato il presule per l’impegno sostenuto per l’avvio del processo, che vede come postulatore don Enzo Gabrieli dell’arcidiocesi di Cosenza- Bisignano.

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Subito dopo si è svolta l’atto di insediamento e il giuramento del tribunale diocesano composto da delegato episcopale don Francesco Vardè, dal promotore di giustizia monsignor Saverio Di Bella, dal notaio attuario don Francesco Sicari e dal notaio aggiunto Francesco Reda.

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