Mercoledì, 20 Novembre 2019
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CATANZARO

'Ndrangheta, colpo alla cosca Iozzo-Chiefari: 17 arresti fra Torre di Ruggiero e Chiaravalle Centrale

'ndrangheta, Andrea Maida, Antonio Chiefari, Antonio Gullà, Antonio Maiolo, Antonio Rei, Damiano Fabiano, Daniele Alexandr, Giovanni Giuseppe Iozzo, Giuliano Cortese, Giuseppe Gregorio Iozzo, Giuseppe Marco Marchese, Giuseppe Pitaro, Inna Abramovia, Luciano Iozzo, Marco Catricalà, Marco Sasso, Mario Iozzo, Raffaele Iozzo, Salvatore Russo, Vito Chiefari, Catanzaro, Calabria, Cronaca
Foto di Salvatore Monteverde

I carabinieri del comando provinciale di Catanzaro, con il supporto dello Squadrone eliportato carabinieri cacciatori e dell'ottavo Nucleo elicotteri, stanno conducendo dalle prime luci dell'alba un'operazione per l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 17 persone.

Gli elementi coinvolti nell'operazione sono accusati di appartenere o essere fiancheggiatori della cosca di 'ndrangheta Iozzo-Chiefari, radicata in particolare nei comuni di Torre di Ruggiero e Chiaravalle Centrale.

Con il provvedimento cautelare, emesso dal gip di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia diretta dal procuratore Nicola Gratteri, vengono contestati tra gli altri i reati di associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, omicidio, estorsione e detenzione illegale di armi.

I militari hanno scoperto anche un deposito di armi. Il materiale si trovava in un locale a Chiaravalle Centrale che era nella disponibilità di una delle persone coinvolte nell'operazione. Vi erano custoditi alcuni mitra, tra cui due kalashnikov, pistole ed una bomba di tipo rudimentale.

Armi e ordigno sono stati sequestrati dai militari per essere sottoposti a perizia balistica. L'operazione è stata denominata "Ortrhus", il cane a due teste della mitologia greca, in riferimento alle due componenti familiari in cui si articola, secondo l'accusa, la cosca "Iozzo-Chiefari" coinvolta negli arresti.

L'inchiesta ha anche fatto luce su un duplice omicidio ed un tentato omicidio. Il duplice omicidio è quello di Giuliano Cortese, di 48 anni, e della sua compagna Inna Abramovia, di 35, di nazionalità ucraina, uccisi a Chiaravalle centrale il 27 aprile 2009.

L'agguato contro Cortese fu portato a termine davanti alla scuola materna dove la coppia aveva lasciato le due figlie piccole. Mentre i due si stavano allontanando a bordo di un'auto, furono affiancati da un'altra vettura dalla quale furono sparati numerosi colpi di pistola.

L'operazione di oggi trae origine da un'indagine del Nucleo investigativo di Catanzaro, diretta dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, dagli aggiunti Vincenzo Capomolla e Vincenzo Luberto e dal pm Debora Rizza. In questi 3 anni di attività, gli investigatori ritengono di avere documentato l'operatività della cosca Iozzo-Chiefari, con particolare riferimento al territorio di Torre di Ruggiero, Chiaravalle Centrale, Cardinale e aree limitrofe.

I componenti della cosca avevano la disponibilità di numerose armi, anche da guerra, e avevano generato nella popolazione locale uno stato di soggezione con conseguenti manifestazioni di omertà e accondiscendenza.

In particolare il sodalizio, secondo l'accusa, controllava attività imprenditoriali e commerciali nei settori dell'edilizia, del movimento terra e del commercio all'ingrosso di legname, i subappalti connessi con la realizzazione di opere pubbliche anche di rilevante entità come la cosiddetta "Trasversale delle Serre", nonché interessi connessi con attività commerciali anche in occasione della festa patronale di uno dei paesi. Altra fonte di proventi illeciti era la gestione di una piazza di spaccio di marijuana e cocaina.

Indagato anche ex sindaco torre Ruggiero. La Dda di Catanzaro aveva chiesto una misura cautelare anche per l’ex sindaco di Torre di Ruggiero, Giuseppe Pitaro con l’accusa di concorso esterno. Secondo quanto reso noto dal procuratore Nicola Grattteri durante la conferenza stampa, le indagini avrebbero svelato che una interdittiva antimafia sarebbe rimasta chiusa in una cassaforte del Comune.

All’ex sindaco sarebbero poi contestati alcuni appalti assegnati con la procedura della somma urgenza. Gratteri ha inoltre reso noto che durante “la campagna elettorale il capomafia del paese era sul palco con il candidato poi divenuto sindaco. Una chiara - ha aggiunto il procuratore - scelta di campo”. Il gip però ha ritenuto non sufficienti gli elementi a carico dell’ex primo cittadino.

© Riproduzione riservata

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